Coppa America. Anzi, no

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Luna Rossa è tornata in acqua per regatare nel 2/o Trofeo Desafio, che ha preso il via oggi nelle acque di Valencia, già teatro della 32/a America’s Cup di vela. Ma l’obiettivo è la Louis Vuitton Pacific Series a Auckland, a gennaio 2009.
Sono passati 17 mesi dal cappotto per 5 a 0 subito nella finale della Louis Vuitton Cup di Valencia con Emirates Team New Zealand, e niente è come prima o quasi.
Le assenze più vistose sono quelle di Francesco De Angelis, James Spithill e Torben Grael, rispettivamente skipper, timoniere e tattico della barca del Sig. Prada, Patrizio Bertelli, che ha fatto tanto sognare gli italiani.
Assenze giustificate, perché a conclusione dell’avventura del 2007 ognuno prese la sua strada, prima di tutti il patron Bertelli che annunciò il ritiro dalla competizione velica più importante del mondo.

E allora cosa ci fa Luna Rossa di nuovo in gara? Innanzi tutto la ruggine non muore mai. E poi è un assaggio. Un assaggio di quello che potrebbe accadere: un “cip” come direbbe un giocatore di poker, una puntata tanto per vedere le carte degli altri, l’effetto che fa.

Nella sostanza, la regata in corso a Valencia è poco più che un allenamento, un’uscita in mare per controllare che tutto funzioni ancora e presentarsi un po’ oliati all’appuntamento previsto a fine gennaio ad Aukland, in nuova Zelanda, dove si correrà una specie di Coppa America parallela.

Guai però a chiamarla così, perché è una Louis Vuitton Cup Pacific Series, ovvero una regata a sé stante e non un palcoscenico di scorta alla Coppa America vera e propria che si è oramai arenata nelle aule di tribunale.

L’ha ideata Bruno Trouble per conto della Maicon Vuitton, certo, il protagonista nobile di tante regate (e sponsorizzazioni) di Coppa America, uscita di scena proprio contestualmente all’arrivo sul proscenio della AC Management, la società di Bertarelli (Alinghi) che oggi gestisce l’evento.

Ma l’hanno voluta anche tutte quelle squadre ferme in banchina, costrette ad attendere gli eventi e il giudizio finale del tribunale newyorkese chiamato a dirimere la lite tra Oracle e Alinghi. Una disputa che ha già fatto fuggire tanti sponsor e che con l’aria pesante che tira sull’economia globale, rischia di far sparire anche i pochi volenterosi rimasti. Ciò non toglie, però, come spiega Patrizio Bertelli, che non vi siano anche ragioni sentimentali: “L’evento si preannuncia come una grande festa della vela, il Team Luna Rossa ha un legame sia storico che affettivo con la Nuova Zelanda, dove abbiamo vinto la Louis Vuitton Cup nel 2000… Non potevamo mancare!”.

Ed ecco allora tornare in acqua le vecchie barche, gli “scatoloni” quadrati che abbiamo visto a Valencia, ai quali cercheranno di spremere ancora qual cosina. Per vedere i nuovi e futuribili 90 piedi (circa 30 metri) che avrebbe voluto Alinghi bisognerà aspettare. E chissà se li vedremo mai, almeno in tempi brevi. Insomma, una coppetta al risparmio.

Le regate sono in programma dal 30 gennaio al 14 febbraio ad Auckland e vi partecipano ben tre barche italiane, come al solito la flotta più numerosa della compagnia: oltre a Luna Rossa ci sono infatti anche Mascalzone Latino e l’inedito Team Italia, nato forse da una costola di Mascalzone. Poi ci sono i neozelandesi che mettono a disposizione 4 barche, gli americani di Oracle e pare anche gli svizzeri di Alinghi che per l’occasione si sono visti ritirare una richiesta di risarcimento milionario da parte dei padroni di casa, che l’accusavano di averli danneggiati con tutti questi rinvii in tribunale.

Come al cuore, allo sponsor non si comanda.

Ecco allora i nuovi eroi a bordo di Luna Rossa, segnatevi i nomi perché sono un’assoluta novità per Prada e proprio per niente una scelta di ripiego, così… tanto per allenarsi: al timone Peter Holmberg (ex di Alinghi), Robert Scheide (skipper), Andy Horton (tattico), Mark Mendelblatt (traveller), Ignacio Postigo (navigatore), Ben Durham (volanti), Paul Westlake (regolazione randa), Claudio Celon, Manuel Modena e Stefano Rizzi (regolazione genoa/spinnaker), Ian Baker, Daniele Bresciano, Emanuele Marino e Marco Montis (grinder), Albert Jacobsoone (drizze), Wade Morgan (albero), Paolo Bassani (aiutoprodiere), Bernard Labro (prodiere). Allenatore/timoniere e’ Flavio Favini.

Alla fine qualche italiano c’è pure entrato.

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