Ca’ Sagredo, lo Spirito di un Portopiccolo

A Venezia la regata dell’ospitalità, che abbina i grandi hotel della Serenissima ai grandi scafi della vela: è la Venice Hospitality Challenge 2017, vinta da Spirit of Portopiccolo, il maxi fresco trionfatore della Barcolana.
Un campo di regata nella cornice unica di Venezia, con una serata di gala altrettanto unica, a bordo dell’Amerigo Vespucci.

Spirit of Portopiccolo, con i colori del Ca’ Sagredo Hotel si impone ancora una volta su Maxi Jena (il detentore del titolo) confermando la coppia dei fratelli Furio (timoniere) e Gabriele (tattico) Benussi come gli uomini da battere. Spirit of Portopiccolo continua infatti a conservare e incrementare la propria imbattibilità inanellando il terzo successo consecutivo dopo le vittorie al Trofeo Bernetti e alla Barcolana.

La regata di quest’oggi presentava non poche insidie sia per il vento estremamente leggero attorno ai due nodi d’aria della partenza (condizione preferita da Maxi Jena) sia perché il campo di regata della Venice Hospitality Challenge nei canali di Venezia avrebbe potuto soffocare e limitare sia le scelte tattiche che le prestazioni del velocissimo 86 piedi dei fratelli Benussi.

Così non è stato perché sin dalla partenza al lasco Spirit of Portopiccolo è riuscito a coprire il diretto avversario per poi marcarlo anche nella seconda fase della regata in andatura di bolina; qui Spirit of Portopiccolo ha potuto scaricare i cavalli incrementando metro dopo metro il proprio vantaggio sul resto della flotta.

Gli oltre nove minuti di margine su Maxi Jena registrati sul traguardo spiegano meglio di qualsiasi altro dato la grande performance di Spirit of Portopiccolo che ha potuto raggiungere da solo la linea di arrivo dove, ancora una volta, tutto l’equipaggio ha potuto alzare le braccia al cielo.

Spirit of Portopiccolo affronta ora il letargo invernale mentre non si interrompe l’attività del team ed il lavoro in particolare di Furio Benussi coinvolto in cabina di regia nella preparazione della prossima stagione di regate internazionali dove i due “fratelli terribili” contano di dare ancora dimostrazione del proprio talento a bordo di uno scafo che ha più che confermato il proprio DNA di purosangue da regata.

Smeralda, Charta vincente

E’ nata oggi la “Charta Smeralda”, un protocollo per la difesa dei mari, tenuto a battesimo a Milano dalla principessa Zahra Aga Khan, promotrice del forum One Ocean, braccio ambientalista di uno dei più noti ed esclusivi circoli del mondo, lo Yacht Club Costa Smeralda.
Il servizio è di Enzo Cappucci

 

One Ocean, iniziativa principesca

One Ocean è il forum voluto dalla principessa Zahra Aga Khan per la salvaguardia dei mari. Oramai non c’è più tempo, bisogna intervenire perché plastica e mutamenti climatici stanno modificando drasticamente il nostro habitat. In esclusiva la principessa Zahra Aga Khan a Rainews24. Intervista di Enzo Cappucci.

 

Costa Smeralda: questa Coppa America non ci piace

Parla il commodoro Riccardo Bonadeo dello Yacht Club Costa Smeralda. Il papà di Azzurra critica il protocollo del trofeo sportivo più antico della storia, che si disputerà in Nuova Zelanda e che vedrà di nuovo Luna Rossa protagonista. Intervista di Enzo Cappucci.

I primi 25 anni dell’Acquario di Genova

L’Acquario di Genova compie 25 anni e festeggia i 30 milioni di visitatori. Un successo senza pari per un’istituzione prima in Europa nel suo genere, che fa della ricerca scientifica, dell’intrattenimento e, soprattutto, dell’educazione ambientale, la sua ragione di vita. Un luogo insostituibile per Genova, nel cuore del Porto Antico, che un maestro dell’architettura come Renzo Piano ha saputo modernizzare nel rispetto della cultura e della tradizione della “Superba”, la “Signora del mare”. Enzo Cappucci

A Genova il Salone delle speranze

Si è aperta a Genova la 57 esima edizione del Salone Nautico. Una rassegna dai dati lusinghieri, che sembra voler chiudere la lunga stagione di crisi che ha attraversato l’economia in generale, ma la nautica in particolare. Mille e 100 barche in acqua, 884 espositori, un fatturato che nel 2016 è tornato a vedere la luce dei 3 miliardi e mezzo di euro, livello che non vedeva dal 2011, da prima che il Governo Monti nel 2013 calasse sulla nautica la scure di tasse ad “alzo zero”, mettendo in fuga migliaia di barche e costringesse alla chiusura centinaia di attività.
Il Salone è aperto fino al prossimo 26 settembre.

Alghero, una fortuna in fondo al mare

L’oro rosso di Alghero è il corallo, tra i più pregiati al mondo, che identifica un’intera città con il tesoro che cresce nelle profondità del suo bellissimo Golfo.
Una ricchezza difficile da raccogliere, persino a rischio della vita, raccontata dal museo cittadino e dai suoi artigiani, incisori che hanno saputo trasformare il corallo in arte. Continua a leggere

Andrea Mura, questa Ostar fa rima con Oscar.

Il velista cagliaritano, con il suo Vento di Sardegna, si aggiudica per la terza volta la Ostar, la celebre regata atlantica in solitario che dalle coste della Manica raggiunge Newport, negli Stati Uniti. Ma quella di quest’anno è stata una delle edizioni peggiori, con naufragi e salvataggi, tra cui quello dell’italiano Michele Zambelli, che ha perso la chiglia del suo Illumia quando era secondo alle spalle di Mura.

Andrea Mura (Getty Images)

Da oggi Andrea Mura incarna la perfetta metafora del marinaio e delle sue promesse.
Il perché è semplice.
All’indomani della sua vittoria nel 2013 aveva infatti garantito che non avrebbe mai più corso un’altra Ostar, la regata oceanica che ha laureato i più grandi solitari della vela, da Tabarly a Soldini.
Troppo dura, tutta controvento, di bolina a schivare onde alte come palazzi e iceberg alla deriva, un freddo polare.
Come stare dentro una lavatrice.Promesse al vento perchè invece, Andrea Mura, cagliaritano, 53 anni, già alla randa del Moro di Venezia di Raul Gardini in Coppa America nel ‘92, si è gettato nuovamente a capofitto in questa edizione del 2017, al timone del suo fido ed ineguagliabile “Vento di Sardegna”, la barca di circa 16 metri di lunghezza, che ha comprato d’occasione e che è riuscito a trasformare in vero siluro del mare, veloce ed affidabile, robusta quanto basta, non solo per riportarlo a terra, ma anche per farlo vincere.
E’ la prima volta che un velista riesce a vincere per ben tre volte questa regata che parte da Plymouth, la capitale velica della Manica, e attraversa l’Atlantico del nord per 3 mila miglia, lambendo il Mare di Terranova e approdare infine a Newport, altra Mecca della vela in terra americana, nel Rhode Island.

Andrea Mura (Getty Images)

La prima volta fu nel 2012, in coppia con Riccardo Apolloni, la seconda l’anno dopo, ma in solitario, e la terza poche ore fa, nel tempo di 17 giorni, 4 ore, 6 minuti, 19 secondi.  E dire che Mura soffre il mal di mare.
Questa edizione è stata particolarmente difficile, tanto che Andrea è stato costretto a fermarsi per ben due volte lungo il tragitto e ridossarsi sotto costa per riparare senza alcun aiuto esterno i danni di una barca che non solo ha raggiunto velocità da motoscafo, ben oltre i 25 nodi, ma che ha spesso navigato come un sommergibile, infilandosi nelle onde per uscirne senza più fiato solo dopo interminabili minuti.
Bravo Andrea, adesso il giro del mondo e che lo sponsor finalmente sia con te.
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Trent’anni di scafi d’Epoca e Classici

scafi d'epoca

Grande raduno sui laghi Maggiore e d’Orta

Dal 29 giugno al 2 luglio l’ASDEC, l’Associazione Scafi d’Epoca e Classici fondata a Milano nel 1987, celebrerà il trentennale della nascita con un Raduno Motonautico Internazionale che si svolgerà tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. La partecipazione è aperta a tutte le imbarcazioni d’epoca e classiche a motore. La flotta farà base presso il Verbano Yacht Club di Stresa. In programma la circumnavigazione delle isole Borromee, un pranzo a Villa Crespi con lo chef Cannavacciuolo, visite culturali, esposizione di auto storiche, l’esibizione in volo di aerei storici e barche a vela d’epoca.
 
APERTE LE ISCRIZIONI AL RADUNO DEL TRENTENNALE ASDEC
Sono aperte le iscrizioni al grande Raduno Motonautico Internazionale che dal 29 giugno al 2 luglio 2017 celebrerà i 30 anni dell’ASDEC (www.asdec.it), l’Associazione Scafi d’Epoca e Classici fondata a Milano nel 1987 con lo scopo di riunire gli appassionati di imbarcazioni da diporto e da lavoro a motore, a remi e a vela, per assisterli nel restauro, rimessaggio e conservazione. All’evento in programma potranno iscriversi le barche d’epoca e classiche a motore in grado di navigare a una velocità di crociera minima di 30 km/h e altre più recenti, ammesse a discrezione del Comitato Organizzatore, che per disegno o per costruzione rivestano interesse per le tradizioni nautiche. L’evento ha ricevuto il patrocinio e il sostegno della Città di Stresa.
 
NAVIGAZIONI, GARE DI REGOLARITÀ, AUTO, VELIVOLI e VELE D’EPOCA
La flotta farà base presso il Verbano Yacht Club di Stresa, sulla sponda piemontese, dove potrà essere ammirata all’ormeggio. Tra le iniziative programmate nel corso delle tre giornate una serie di visite culturali, un pranzo presso il ristorante ‘due stelle Michelin’ diAntonino Cannavacciuolo a Villa Crespi, sul Lago d’Orta, la circumnavigazione delle isole Borromee sul Lago Maggiore (Isola Bella, Isola dei Pescatori e Isola Madre), prove di regolarità, visite ad Arona, ai Castelli di Cannero e alle rocche affacciate sul Verbano. Domenica 2 luglio partecipanti ed appassionati potranno ammirare l’esposizione delle Jaguar storiche sul lungolago di Stresa, il passaggio a volo radente di una squadriglia di velivoli storici e una veleggiata di vele d’epoca dell’Associazione Vele d’Epoca Verbano (scarica il programma dettagliato su www.asdec.it, Sez. Raduni – Calendario).

Reti da pesca, tavole imbandite per delfini

Antonio Causa mostra le reti danneggiate dai delfini

Poetici per i navigatori da diporto e per i bagnanti, i delfini sono al contrario un vero problema per i pescatori, che si vedono le reti distrutte e vanificato il lavoro di giornate di mare e di sacrifici. A Porto Ercole, all’Argentario, il grido di allarme di uno di loro, Antonio Causa, che parla a nome di tutti i colleghi di piccolo cabotaggio, di quelle barche di modesta stazza, utili per una pesca non distante dalla costa: il vero bersaglio dei delfini.

I pescatori sono tra le prime sentinelle dei nostri mari.
Sono loro a fiutare l’aria che tira, ad accorgersi dei piccoli mutamenti ambientali, locali, che rappresentano generalmente il riflesso di mutamenti globali ben più ampi, che si chiamano riscaldamento, inquinamento e soffocamento del Pianeta Terra.
Sono loro, i pescatori, ad accorgersi dell’aumento o del drastico calo della temperatura delle acque, fenomeni sempre più frequenti che hanno effetti nocivi sulla pesca.
E sono loro ad annusare prima degli altri i livelli di inquinamento del mare, a trovare nelle viscere dei pesci pescati le tracce della plastica che gettiamo in mare, che sminuzzata da scogli e onde, in una catena perversa finisce poi per depositarsi anche nei nostri stomaci, per raffinati che possano essere.
Se oggi negli oceani galleggiano 165 tonnellate di plastica (dati World Economic Forum) un domani si prevede che per 3 tonnellate di pesce ve ne sarà in mare anche 1 di plastica e che senza seri provvedimenti nel 2050 la plastica supererà i pesci.
E sono soprattutto loro, i pescatori, a dirci che da tempo non si può più parlare di pesca “miracolosa” in Mediterraneo, un mare spremuto come un limone, sul quale si affacciano – e mangiano ed inquinano- milioni di individui e che proprio per questo non può avere risorse per tutti, all’infinito.
Ed è forse anche questa una delle ragioni per cui i delfini si avventano sempre più spesso sulle reti dei pescatori di piccolo cabotaggio, quelli che calano poche decine di metri di rete in acque costiere e che da questo tipo di pesca ricavano di che vivere, perché trovano la tavola già apparecchiata, senza dove fare la fatica di andarsi a cercare il pesce in mezzo al mare.
E’ un fenomeno vecchio come la pesca quello dei delfini che fanno danni, ghiotti come sono di pesce, ma che è in decisa crescita, al punto che proprio recentemente i pescatori delle Eolie,  che ogni notte hanno a che fare con decine di delfini affamati, hanno scioperato per portare il problema all’attenzione delle autorità.
I pescatori che operano tra Lipari e Salina denunciano un fatturato sceso del 70 per cento, ovvero di bottini da 25 chilogrammi di totani, scesi a malapena a 3 chilogrammi.
“E qui abbiamo lo stesso problema”, afferma Antonio Causa, pescatore di Porto Ercole, all’Argentario, uno dei mari più belli d’Italia, che da tempo soffre del fenomeno dei delfini sfascia reti.
“Se prima si trattava di incursioni limitate ai danni delle reti, ora”, afferma Antonio, “in una notte i delfini sono capaci di strappare metri e metri di reti, mettendo a rischio l’economia delle famiglie”.
E anche qui, non si tratta di essere contro i delfini, ma di sostenere il volano di un’attività che produce benessere ed economia e che è una parte fondamentale dei consumi del Paese, tanto più a livello locale.
Insomma, se il delfino è certamente l’incontro più atteso per chi va in mare per diporto, quasi una magia della navigazione, ben altra cosa è invece per chi in mare ci lavora e dal mare trae il suo sostegno. Per questo abbiamo dato spazio alla testimonianza di un pescatore, come Antonio Causa.

Gli Oscar della vela 2017, il velista dell’anno è Mattia Camboni

 


Serata di gala a Villa Miani, a Roma, per la 23 esima edizione del premio che celebra i migliori atleti, le migliori barche ed i migliori circoli velici. ti assegnati i premi nelle quattro categorie: Barca, Armatore-Timoniere, Club e Velista dell’Anno.

Il Velista
Il premio Velista dell’anno è stato assegnato a Mattia Camboni, 21 anni, atleta delle Fiamme Azzurre, che ha ottenuto un vero e proprio plebiscito di voti on line, è stato premiato per suo i risultati 2016, tra cui un primo posto nella classifica Under 21 del Campionato del mondo RS:X 2016 e un decimo posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.
Il presidente della FIV Francesco Ettorre ha consegnato al vincitore un’opera dello scultore velista Guido Armeni, raffigurante due vele realizzate in acciaio lucido e porcellanato.

L’Armatore/timoniere
Alessandro Rombelli è stato proclamato Armatore – Timoniere dell’Anno per i suoi risultati internazionali 2016 nelle classi Megles 20 e 32. Rombelli e ha ricevuto il premio da Marina Stella, direttore Generale di Ucina Confindustria Nautica.

La Barca
Il Cookson 50 Cippa Lippa sale sul gradino più alto del podio nella categoria Barca dell’Anno. Il video della barca in planata a 31 nodi di velocità durante la Rolex Middle Sea Race 2016, dopo la giuria ha conquistato anche la platea. L’armatore Guido Paolo Gamucci è stato premiato da Mauro Pelaschier.

Il Circolo
Nella categoria Club dell’Anno, premio istituito in collaborazione con la Lega Italiana Vela, il successo è andato alla Club Velico Crotone.
Il premio è stato consegnato dal presidente della LIV Roberto Emanuele de Felice a Francesco Verri, presidente del sodalizio velico calabrese, premiato per aver bruciato le tappe ed essere diventato in pochi anni un punto di riferimento per la vela nazionale e internazionale.

Francesco Ettorre, presidente della Federazione Italiana Vela, al termine della serata ha dichiarato: “Non è la prima volta che partecipo a questa serata del Velista dell’Anno, lo è però come Presidente della Federazione Italiana Vela e chiaramente ha un sapore diverso, dal punto di vista prettamente personale. E’ una serata speciale, per me e per tutto il movimento della vela, che ha l’occasione di ritrovarsi in questa magnifica location nell’ambito di una piacevole serata fuori dagli schemi, per condividere la passione che ci unisce. Per quanto riguarda la vittoria di Mattia Camboni, non posso che essere molto, molto felice che abbia vinto questo importante premio. Se lo merita, per l’impegno che mette nel lavoro e per tutti i risultati che ha già ottenuto, ancora giovanissimo”.

La Giuria del Velista dell’Anno che, dopo aver preso atto delle preferenze espresse dal pubblico (oltre 16.000), ha proclamato i vincitori era composta da: Francesco Ettorre, presidente della Federazione Italiana Vela e presidente della giuria, Carlo Mornati vice segretario generale del CONI e responsabile della preparazione olimpica, Fabio Planamente, presidente dell’assemblea Vela di Ucina Confindustria Nautica e da Alberto Acciari ideatore e segretario del Premio.

I giovani al largo
La Federazione Italiana Vela, partner istituzionale del Velista dell’Anno, ha premiato gli atleti juniores che hanno conseguito risultati di rilievo internazionale nel corso del 2016 come la vittoria al Nations Trophy ad Auckland dello scorso dicembre e gli autori tanti altri successi ancora. Questi i nomi dei premiati: Giorgia Speciale (RS:X-Techno 293), Gaia Bergonzini (Optimist), Francesca Russo Cirillo e Alice Linussi (420), Edoardo Tanas (Techno 293), Veronica Ferraro e Giulia Ierardi (420), Tommaso Cilli e Bruno Mantero (420), Marta Zattoni (Laser Radial), Paolo Giargia (Laser Radial), Alexandra Stalder e Silvia Speri (420), Carolina Albano (Laser Radial), Maria Ottavia Raggio e Paola Bergamaschi (49er FX), Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (470), Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini (470).