Reti da pesca, tavole imbandite per delfini

Antonio Causa mostra le reti danneggiate dai delfini

Poetici per i navigatori da diporto e per i bagnanti, i delfini sono al contrario un vero problema per i pescatori, che si vedono le reti distrutte e vanificato il lavoro di giornate di mare e di sacrifici. A Porto Ercole, all’Argentario, il grido di allarme di uno di loro, Antonio Causa, che parla a nome di tutti i colleghi di piccolo cabotaggio, di quelle barche di modesta stazza, utili per una pesca non distante dalla costa: il vero bersaglio dei delfini.

I pescatori sono tra le prime sentinelle dei nostri mari.
Sono loro a fiutare l’aria che tira, ad accorgersi dei piccoli mutamenti ambientali, locali, che rappresentano generalmente il riflesso di mutamenti globali ben più ampi, che si chiamano riscaldamento, inquinamento e soffocamento del Pianeta Terra.
Sono loro, i pescatori, ad accorgersi dell’aumento o del drastico calo della temperatura delle acque, fenomeni sempre più frequenti che hanno effetti nocivi sulla pesca.
E sono loro ad annusare prima degli altri i livelli di inquinamento del mare, a trovare nelle viscere dei pesci pescati le tracce della plastica che gettiamo in mare, che sminuzzata da scogli e onde, in una catena perversa finisce poi per depositarsi anche nei nostri stomaci, per raffinati che possano essere.
Se oggi negli oceani galleggiano 165 tonnellate di plastica (dati World Economic Forum) un domani si prevede che per 3 tonnellate di pesce ve ne sarà in mare anche 1 di plastica e che senza seri provvedimenti nel 2050 la plastica supererà i pesci.
E sono soprattutto loro, i pescatori, a dirci che da tempo non si può più parlare di pesca “miracolosa” in Mediterraneo, un mare spremuto come un limone, sul quale si affacciano – e mangiano ed inquinano- milioni di individui e che proprio per questo non può avere risorse per tutti, all’infinito.
Ed è forse anche questa una delle ragioni per cui i delfini si avventano sempre più spesso sulle reti dei pescatori di piccolo cabotaggio, quelli che calano poche decine di metri di rete in acque costiere e che da questo tipo di pesca ricavano di che vivere, perché trovano la tavola già apparecchiata, senza dove fare la fatica di andarsi a cercare il pesce in mezzo al mare.
E’ un fenomeno vecchio come la pesca quello dei delfini che fanno danni, ghiotti come sono di pesce, ma che è in decisa crescita, al punto che proprio recentemente i pescatori delle Eolie,  che ogni notte hanno a che fare con decine di delfini affamati, hanno scioperato per portare il problema all’attenzione delle autorità.
I pescatori che operano tra Lipari e Salina denunciano un fatturato sceso del 70 per cento, ovvero di bottini da 25 chilogrammi di totani, scesi a malapena a 3 chilogrammi.
“E qui abbiamo lo stesso problema”, afferma Antonio Causa, pescatore di Porto Ercole, all’Argentario, uno dei mari più belli d’Italia, che da tempo soffre del fenomeno dei delfini sfascia reti.
“Se prima si trattava di incursioni limitate ai danni delle reti, ora”, afferma Antonio, “in una notte i delfini sono capaci di strappare metri e metri di reti, mettendo a rischio l’economia delle famiglie”.
E anche qui, non si tratta di essere contro i delfini, ma di sostenere il volano di un’attività che produce benessere ed economia e che è una parte fondamentale dei consumi del Paese, tanto più a livello locale.
Insomma, se il delfino è certamente l’incontro più atteso per chi va in mare per diporto, quasi una magia della navigazione, ben altra cosa è invece per chi in mare ci lavora e dal mare trae il suo sostegno. Per questo abbiamo dato spazio alla testimonianza di un pescatore, come Antonio Causa.

Gli Oscar della vela 2017, il velista dell’anno è Mattia Camboni

 


Serata di gala a Villa Miani, a Roma, per la 23 esima edizione del premio che celebra i migliori atleti, le migliori barche ed i migliori circoli velici. ti assegnati i premi nelle quattro categorie: Barca, Armatore-Timoniere, Club e Velista dell’Anno.

Il Velista
Il premio Velista dell’anno è stato assegnato a Mattia Camboni, 21 anni, atleta delle Fiamme Azzurre, che ha ottenuto un vero e proprio plebiscito di voti on line, è stato premiato per suo i risultati 2016, tra cui un primo posto nella classifica Under 21 del Campionato del mondo RS:X 2016 e un decimo posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.
Il presidente della FIV Francesco Ettorre ha consegnato al vincitore un’opera dello scultore velista Guido Armeni, raffigurante due vele realizzate in acciaio lucido e porcellanato.

L’Armatore/timoniere
Alessandro Rombelli è stato proclamato Armatore – Timoniere dell’Anno per i suoi risultati internazionali 2016 nelle classi Megles 20 e 32. Rombelli e ha ricevuto il premio da Marina Stella, direttore Generale di Ucina Confindustria Nautica.

La Barca
Il Cookson 50 Cippa Lippa sale sul gradino più alto del podio nella categoria Barca dell’Anno. Il video della barca in planata a 31 nodi di velocità durante la Rolex Middle Sea Race 2016, dopo la giuria ha conquistato anche la platea. L’armatore Guido Paolo Gamucci è stato premiato da Mauro Pelaschier.

Il Circolo
Nella categoria Club dell’Anno, premio istituito in collaborazione con la Lega Italiana Vela, il successo è andato alla Club Velico Crotone.
Il premio è stato consegnato dal presidente della LIV Roberto Emanuele de Felice a Francesco Verri, presidente del sodalizio velico calabrese, premiato per aver bruciato le tappe ed essere diventato in pochi anni un punto di riferimento per la vela nazionale e internazionale.

Francesco Ettorre, presidente della Federazione Italiana Vela, al termine della serata ha dichiarato: “Non è la prima volta che partecipo a questa serata del Velista dell’Anno, lo è però come Presidente della Federazione Italiana Vela e chiaramente ha un sapore diverso, dal punto di vista prettamente personale. E’ una serata speciale, per me e per tutto il movimento della vela, che ha l’occasione di ritrovarsi in questa magnifica location nell’ambito di una piacevole serata fuori dagli schemi, per condividere la passione che ci unisce. Per quanto riguarda la vittoria di Mattia Camboni, non posso che essere molto, molto felice che abbia vinto questo importante premio. Se lo merita, per l’impegno che mette nel lavoro e per tutti i risultati che ha già ottenuto, ancora giovanissimo”.

La Giuria del Velista dell’Anno che, dopo aver preso atto delle preferenze espresse dal pubblico (oltre 16.000), ha proclamato i vincitori era composta da: Francesco Ettorre, presidente della Federazione Italiana Vela e presidente della giuria, Carlo Mornati vice segretario generale del CONI e responsabile della preparazione olimpica, Fabio Planamente, presidente dell’assemblea Vela di Ucina Confindustria Nautica e da Alberto Acciari ideatore e segretario del Premio.

I giovani al largo
La Federazione Italiana Vela, partner istituzionale del Velista dell’Anno, ha premiato gli atleti juniores che hanno conseguito risultati di rilievo internazionale nel corso del 2016 come la vittoria al Nations Trophy ad Auckland dello scorso dicembre e gli autori tanti altri successi ancora. Questi i nomi dei premiati: Giorgia Speciale (RS:X-Techno 293), Gaia Bergonzini (Optimist), Francesca Russo Cirillo e Alice Linussi (420), Edoardo Tanas (Techno 293), Veronica Ferraro e Giulia Ierardi (420), Tommaso Cilli e Bruno Mantero (420), Marta Zattoni (Laser Radial), Paolo Giargia (Laser Radial), Alexandra Stalder e Silvia Speri (420), Carolina Albano (Laser Radial), Maria Ottavia Raggio e Paola Bergamaschi (49er FX), Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (470), Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini (470).

44° NAUTICSUD. Il Salone Internazionale della Nautica di Napoli

La 44° edizione del NauticSud, Salone Internazionale della Nautica di Napoli, organizzato dalla Mostra d’Oltremare e l’Associazione Nautica Regionale Campana, inaugura il nuovo anno con numeri eccezionali. Raddoppiano infatti le aree espositive, tra le aziende internazionali del settore da diporto ci saranno in esposizione alla Mostra d’Oltremare anche marchi di rinomati brand stranieri. Ci saranno 400 imbarcazioni in esposizione, per un’area di circa 30 mila mq.

Per l’edizione 2017 ci sarà una grande novità con l’allestimento per la prima volta di un’area completamente dedicata alla nautica da diporto campana, dalle origini risalenti ai Borbone, al percorso dell’Associazione Nautica Regionale Campana che vanta ormai 24 anni di storia. I maestri d’ascia e gli storici gozzi sorrentini fino alle novità tecnologiche odierne dei cantieri più innovativi ed il mondo della formazione con gli spazi dedicati alle Università di Napoli. Lo spazio in questione, allestito da un team di esperti coordinati dall’ingegnere Vincenzo Nappo, consigliere Anrc, con l’aiuto dei fondatori dell’associazione Nautica regionale campana.”E’ una bella iniziativa – commenta Vincenzo Castagnola, tra i fondatori dell’ANRC e consigliere dell’attuale direttivo – che fa emergere la storia del nostro territorio e delle nostre aziende, si percepiscono le trasformazioni del mercato e si semina per il futuro”. Ed e’ significativa al riguardo la presenza prevista il 24 dell’Ucina con un convegno che si svolgerà appunto nella Sala Caboto, tra storia, ricerca e nuove tecnologie. L’area in questione sarà dunque il cuore della fiera e definita “Sala Caboto” (il nome è ispirato al Navigatore Giovanni Caboto, esploratore italiano famoso per aver continuato l’opera di Cristoforo Colombo) e che per l’edizione 2017 del NauticSud sarà completamente allestito con palco e stand espositivi, e dedicato a convegni istituzionali e al mondo della ricerca.”Ci saranno appuntamenti pomeridiani dedicati a corsi professionali per il settore tecnico e progettuale – illustra Vincenzo Nappo, consigliere Anrc responsabile organizzativo della Sala Caboto – dall’utilizzo dei compositi alle innovazioni tecnologiche di settore. Inoltre gli stand allestiti ripercorreranno la storia della nautica campana e dell’associazione stessa”.

All’interno della mostra ci sarà il guscio di un gozzo sorrentino con un Maestro d’ascia e stampe antiche della penisola sorrentina a cura dell’azienda Cuomo Marine. Sarà in esposizione uno dei primi modelli del cantiere nautico Fiart giunto ai 90 anni di attività. Il cantiere Gagliotta esporrà pannelli storici che richiamano i primi passi di Salvatore Gagliotta che negli anni ’50 realizzò nelle grotte di tufo di Mergellina le prime imbarcazioni veloci del mercato da diporto. Il consiglio direttivo dell’Associazione Nautica Regionale Campana allestirà un’area dedicata alla storia dell’Associazione che vanta ben 24 anni tra eventi come Navigare ed investimenti nel mondo della formazione, un’area allestita con pannelli, stampe e foto d’poca, volumi e tessuti, allestita grazie al contributo di uno degli storici fondatori dell’associazione Vincenzo Castagnola dell’azienda Soft Marine, da sempre leader nel settore delle tappezzerie nel mondo della nautica, dal piccolo diporto ai superyacht di lusso. Ed ancora ci saranno antichi quadri elettrici di imbarcazioni d’epoca, a cura dell’azienda Cerbone, abbinati agli impianti tecnologicamente avanzati. E naturalmente ci saranno spazi dedicati alla ricerca e alle nuove tecnologie con i cantieri nautici Mv Marine, Salpa, E-Sea ed ancora ci saranno delle aree dedicate al mondo della formazione universitaria con la Federico II e la Parthenope. Ma a dare il benvenuto ai visitatori saranno le nuove generazioni di ingegneri con i lavori in concorso al bando dell’Anrc, messo in campo in occasione del 44° edizione del NauticSud dal tema “Concept e New Design”. Il bando scaricabile dal sito www.anrc.it per giovani ingegneri o architetti che si stanno avvicinando al mondo del lavoro, si è chiuso il 13 febbraio 2017, con idee e progetti inerenti al concept e design di un’imbarcazione a vela o a motore inferiore ai 30 metri. I lavori saranno valutati da una giuria tecnica con vertici di Mostra d’Oltremare e vertici dell’Anrc e i primi due classificati avranno un premio in soldi. Tra barche, gommoni e motori in mostra, non mancheranno i momenti di confronto.

Tra gli appuntamenti in programma organizzati dall’Associazione Nautica Regionale Campana ci sarà’ martedì 21 febbraio l’appuntamento dedicato al mondo della ricerca pubblica a servizio della Nautica da Diporto, per rafforzare la Sinergia tra Univeristà, CNR, Cantieri, produttori di materie prime e tecniche costruttive innovative.

Giovedi 23 febbraio è in programma il convegno su “I Porti del Mediterraneo” a cui interverrà anche Pietro Spirito, Presidente dell’autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale. “Lo sviluppo della nautica da diporto, nelle nuove forme che questo mercato sta assumendo, costituisce tema di attenzione strategica per l’Autorita di Siatema Portuale del Tirreno Centrale – spiega il Presidente Spirito – I porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno, con le proprie specifiche caratteristiche possono essere infrastrutture di supporto per la crescita del settore. Siamo disponibili, in cooperazione con gli imprenditori del settore, a definire piani comuni di marketing finalizzati al consolidamento di una ripresa. Ci farebbe piacere che nella prossima edizione di Nauticsud, assieme alla Fiera d’Oltremare, si possono definire iniziative del Salone da svolgere anche in porto”.

Il 24 febbraio ci sarà il mattino il Consiglio Generale Ucina, Confindustria della Nautica, e il pomeriggio il Convegno Istituzionale “La Nautica del Mezzogiorno” indetto con vertici di enti pubblici ed imprenditori, a cui interverrà anche Carla Demaria, Presidente Ucina, la Confindustria della Nautica, seguito da una cena stellata a cura del Pastificio Artigianale Napoletano Leonessa. “La missione di UCINA – ha dichiarato il Presidente Carla Demaria – è rappresentare, difendere e promuovere tutta la filiera della nautica in Italia e all’estero. Per questo lo scorso settembre, a Genova, sono stata lieta di confermare il nostro appoggio e sostegno alla rassegna Nauticsud e la nostra presenza a Napoli a testimonianza della valenza della nautica da diporto nel mezzogiorno”“La missione di UCINA – ha dichiarato il Presidente Carla Demaria – è rappresentare, difendere e promuovere tutta la filiera della nautica in Italia e all’estero. Per questo lo scorso settembre, a Genova, sono stata lieta di confermare il nostro appoggio e sostegno alla rassegna Nauticsud e la nostra presenza a Napoli a testimonianza della valenza della nautica da diporto nel mezzogiorno”. Ci sarà la premiazione di campioni FIV, un meeting sulla risorsa Mare, corsi accreditati dell’ordine degli Ingegneri e visite guidate per gli studenti degli Istituti Nautici Italiani.

L’Adelasia d’Arabia

Al via l’EFG Sailing Arabia. In gara per la prima volta un equipaggio italiano, Adelasia di Torres.

Nella flotta di otto team internazionali è presente, per la prima volta, anche un equipaggio italiano, Adelasia di Torres guidato dallo skipper Renato Azara e composto da Caterina Nitto (drizze), Duccio Colombi (timone/tattica), Enrico Zennaro (timone/tattica), Evero Niccolini (randa), Alessandro Santangelo (prua) e Maurizio Loberto (tailer).

Sulla linea di partenza sarà presente il campione del Tour 2016, nonché vincitore delle edizioni 2014 e 2015, EFG Bank Monaco guidato dallo skipper francese Thierry Douillard e l’equipaggio totalmente al femminile DB Schenker, capitanato dalla olimpionica olandese Annemeike Bes.

Creato da Oman Sail nel 2011, l’EFG Sailing Arabia – The Tour è stato pensato per promuovere la regione del Golfo e il suo patrimonio marittimo e far conoscere il paese in tutto il mondo come meta ideale per la pratica della vela anche durante i mesi invernali, grazie alle caratteristiche climatiche della zona.

Giunto quest’anno alla sua settima edizione, l’EFG Sailing Arabia – The Tour è ormai riconosciuto a livello internazionale come una delle regate più rispettate e dinamiche e attira sponsor e velisti professionisti e amatoriali da tutto il mondo.

La regata, che si svolge a bordo dei monotipi Farr 30, vedrà gli otto equipaggi impegnati su un percorso composto da cinque tappe, per un totale di 763 miglia, oltre a una serie di prove sulle boe boe che verranno disputate durante gli stop di Muscat, Doha e Dubai.

La partenza è in programma il 14 febbraio da Muscat, capitale del Sultanato dell’Oman, con il via della prima tappa di 105 miglia fino a Sohar. Successivamente la flotta farà stop a Khasab e, dopo aver attraversato lo stretto di Hormuz, entrerà nel Golfo Persico dove farà tappa ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), Doha (Qatar) e infine Dubai (Emirati Arabi Uniti) per la conclusione della manifestazione il 1 marzo.

EFG Sailing Arabia – The Tour: lista equipaggi

AL MOUJ MUSCAT (OMA)
Christian Ponthieu, skipper
Gilles Favennec
Gregory Gendron
Erwan Leroux
Sultan Al Balushi
Nawaf al Ghadani
William Harris

ADELASIA DI TORRES (ITA)
Renato Azara, skipper
Caterina Nitto
Duccio Colombi
Enrico Zennaro
Evero Nicolini
Alessandro Santangelo
Maurizio Loberto

TEAM AVERDA (GBR)
Marcel Herrera, team manager
Andrew “Hammy” Baker, skipper
Dave Kenefick
Ed Davison
Ollie Mellor
Robin Elsey
Liam Gardner

BIENNE VOILE (SUI)
Lorenz Mueller, skipper
Thierry Bosshart
Michael Schoedon Robert Hartmann
Lorenz Kausche
Barbara Brugger
Elianne Boni
Philipp Brugger
Stephan Ammann
Bettina Heydrich
Jann Schupach
Karin Nordstoem
Damian Suri

DB SCHENKER (GER)
Annemeike Bes, skipper
Mary Rook
Hannah Diamond
Libby Greenhalgh
Hajer Al Balushi
Ibtisam Al Salmi
Marwa Al Khaifi
Tamathir Al Balushi

EFG BANK MONACO (MON)
Thierry Douillard, skipper
Mathieu Richard
Fabien Delahaye
Guillaume Le Brec
Raad Al Hadi
Haitham Al Wahaibi
Gabriele Olivio
TEAM RENAISSANCE (OMA)
Fahad Al Hasni, skipper
Abdulrahman Al Mashari
Ali Al Balushi
Guillaume Berenger
Akram Al Wahaibi
Sami Al Shukaili
Yasir Al Rahbi

TEAM ZAIN (QAT)
Cedric Pouligny, skipper
Charbel El Mir
Frederic Miller
Gerald Veniard
Michael Miller
Michel El Khabbaz
Olivier Gimmig
Rukesh Sharda

Vendée Globe, due uomini in porto

Dopo 74 giorni di navigazione solitaria e senza scalo attraverso i mari più infidi e spettacolari del pianeta, al timone di una barca a vela in grado di raggiungere velocità da motoscafo, il 39enne francese Armel Le Cleac’h vince l’edizione 2016-2017 della Vendée Globe, la regata più dura del mondo, l’Everest del mare come la chiamano alcuni.

Una vittoria fortemente desiderata dallo skipper bretone, alla sua terza partecipazione, dopo i due secondi posti consecutivi nelle ultime due edizioni. Questa volta Armel centra l’obiettivo e stabilisce il nuovo record di percorrenza – 74 giorni 3 ore 35 minuti e 46 secondi – migliorando di 4 giorni il record di François Gabart su Macif che nel 2013 aveva fermato il cronometro a 78 giorni 2 ore 16 minuti e 40 secondi.

Tre oceani di solitudine e 27.455 miglia percorse alla velocità media di 15,43 nodi (contro le 28.646 miglia di Gabart a 15,3 nodi).

Questa notte ha tagliato il traguardo anche il secondo classificato, Alex Thomson su Hugo Boss. Per il velista inglese si tratta della quarta partecipazione, dopo due ritiri consecutivi nelle edizioni 2004 e 2008 e un terzo posto nel 2012, sempre alle spalle di Le Cleac’h.

Il loro duello è stato intenso come una regata di “match race” ma su un campo di regata grande quanto il pianeta Terra, con passaggio obbligato sotto le tre temibili “boe” di Capo di Buona Speranza, Horn e Leeuwin in una completa circumnavicazione antartica.

E’ stata anche l’edizione che ha decretato il definitivo successo dei foils, appendici idrodinamiche che consentono agli scafi di sollevarsi dall’acqua riducendo gli attriti e l’impatto con le onde.

Sette delle 29 imbarcazioni partite lo scorso 6 novembre da Les Sables d’Olonne erano dotate di questo sistema e quattro di loro occupano le prime 5 posizioni della classifica (ancora provvisoria).

Nei prossimi giorni è atteso l’arrivo (ampiamente scaglionato) della restante flotta ancora distribuita tra Oceano Pacifico e Atlantico.
Un’attesa che, come da tradizione, sarà molto lunga visto che il concorrente attualmente in ultima posizione, Sébastien Destremau, si trova a circa 2000 miglia da Capo Horn e ha davanti a sé ancora 9 mila miglia (circa 30gg alla sua media attuale).

Trieste, la cultura e il mare

Talmente bella da apparire addirittura magica, Trieste è un pezzo di cultura asburgica in terra italiana; ma anche una città storicamente identificata con un’idea di cultura legata proprio alla sua dimensione europea di terra di frontiera e di mare allo stesso tempo.
E’ la naturale porta di accesso verso un universo europeo ancora in buona parte da scoprire nelle sue identità culturali e proprio per questo oggi pone l’accento sul grandioso progetto di un polo museale di ampio respiro, finanziato dai Beni Culturali, capace di valorizzare la sua identità.
Il servizio è di Enzo Cappucci

Solo, intorno al mondo. Thomas Coville stabilisce il nuovo record

Il 25 dicembre 2016 lo skipper francese Thomas Coville ha stabilito il nuovo record di circumnavigazione del globo in solitario. Con il tempo di 49 giorni 3 ore 7 minuti e 38 secondi migliora di 8 giorni il precedente record ottenuto da Francis Joyon nel 2008.

Partito lo scorso 6 novembre dalle coste dell’isola bretone di Ouessant, a bordo del suo trimarano di 31 metri Sodebo, il velista vi ha fatto ritorno ieri dopo aver percorso 28.400 miglia alla velocità media di 24.1 nodi e aver doppiato i leggendari capi di Buona speranza, Leewin e Horn.


Il primo record di circumnavigazione del globo in solitario fu stabilito da Joshua Slocum nel 1895.
Partito da Boston senza una meta precisa, a bordo del suo Spray, Slocum gettò l’ancora nel porto di Newport 3 anni e due mesi dopo.
La sua avventura ha ispirato per decenni le successive generazioni di velisti che continuano a ripetere l’impresa (oggi regolamentata dal WSSRC) migliorando anno dopo anno i tempi di percorrenza.

 

Partita la Sydney-Hobart 2016. Si ritira il favorito Wild Oats XI

Sydney.
Nel giorno di Santo Stefano, il “boxing day” per gli anglosassoni, è partita la 72esima edizione della Rolex Sydney Hobart Yacht Race, una delle più dure regate del mondo.
Si stima che ad assistere alla partenza delle 88 imbarcazioni provenienti da 11 paesi siano accorsi quasi mezzo milione di appassionati.
Il favorito Wild Oats XI, supermaxi già vincitore di 8 edizioni, dopo una partenza non brillante è stato costretto al ritiro per la seconda volta consecutiva per un problema al sistema idraulico della chiglia (nel 2015 si ritirò per la lacerazione della randa).
Le favorevoli previsioni meteo lasciano sperare in un nuovo record di percorrenza, attualmente detenuto proprio da Wild Oats XI che nel 2012 percorse le 628 miglia tra Sydney e Hobart in 1 giorno, 18 ore e 23 minuti.

In questo video la spettacolare partenza.

Alinghi, il team di Ernesto Bertarelli, conquista il titolo di campione 2016 delle Extrême Sailing Serie

 

Sydney, 11 dicembre 2016: con la vittoria odierna nellAct di Sydney, in Australia, ultimo evento del circuito 2016 delle Extreme Sailing Series™, Alinghi, il team di Ernesto Bertarelli, si è assicurato per la terza volta il titolo di campione delle Extrême Sailing Series™ che quest’anno si sono disputate a bordo sui catamarani GC32. Le due precedenti vittorie di Alinghi risalgono al 2008 e al 2014, quando il circuito utilizzava gli Extreme 40.
“Sono molto contento e orgoglioso dei risultati del team – ha dichiarato Ernesto Bertarelli – quella che si conclude oggi è stata un’altra grande stagione per Alinghi.”
 
Quest’anno le regate delle Extreme Sailing Series™ si sono disputate a bordo dei velocissimi catamarani GC32 dotati di foil, le appendici che consentono di volare letteralmente sull’acqua, garantendo spettacolo e adrenalina pura anche per il pubblico.
Alinghi ha vinto gli ultimi quattro eventi consecutivi (St. Petersburg, Madeira, Lisbona e  Sydney) con un crescendo irresistibile, che ha consentito al team svizzero di salire sul gradino più alto del podio finale. Al secondo posto si è classificato Oman Air e al terzo Red Bull Sailing Team.
The Extreme Sailing Series 2016. Alinghi : Arnaud Psarofaghis, Nicolas Charbonnier,Nils Frei, Yves Detrey, TimothÈ Lapauw. Act 8.Sydney,Australia. 8th-11th December 2016. Credit - Jesus Renedo/Lloyd Images

Credit – Jesus Renedo/Lloyd Images

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The Extreme Sailing Series 2016. Alinghi : Arnaud Psarofaghis, Nicolas Charbonnier,Nils Frei, Yves Detrey, TimothÈ Lapauw. Act 8.Sydney,Australia. 8th-11th December 2016. Credit - Jesus Renedo/Lloyd Images

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Paraguay, il Museo sull’acqua

In Paraguay, sulle rive del fume Paranà, a pochi chilometri dalle spettacolari cascate dell’Iguazu, c’è un museo straordinario, un vero e proprio monumento a Moises Bertoni, scienziato ticinese, che nell’800 si insediò in questa foresta dal verde quasi impenetrabile, per studiare le specie animali e vegetali. Si deve a lui per esempio, la scoperta della “Stevia Bertoni”, la pianta 300 volte più dolce dello zucchero, ma priva di calorie, che porta naturalmente il suo nome. Siamo in un angolo di mondo affascinante, forte di 196 ettari di area protetta, affacciati sul fiume che nella sua sponda opposta è già Argentina. Il réportage è di Enzo Cappucci