La festa di Luna Rossa

 

A Cagliari il varo del nuovo AC75 del Team Prada-Pirelli, la Formula Uno del mare che nel 2021, a Auckland, in Nuova Zelanda, cercherà di strappare la Coppa America ai detentori neozelandesi. Un concentrato di tecnologia tutta italiana, a cui hanno contribuito ben 60 aziende di eccellenza. Uno scafo rivoluzionario che vola letteralmente sull’acqua grazie alle due profonde ali laterali, i foils, che la sollevano come fosse un aliscafo. Il servizio dell’inviato Enzo Cappucci

La diretta del varo con Rainews24

Intervista a Marco Tronchetti Provera, AD Pirelli, nuovo partner del Team

Mano al timone, intervista a Francesco Bruni

Luna Rossa, intervista a Martin Fischer

L’evento di esordio in acqua è stato trasmesso in streaming su Youtube e sul sito di Luna Rossa.

Le immagini del varo

Luna Rossa, il varo che verrà

 

Tutto è pronto a Cagliari per il varo della nuova Luna Rossa, l’AC75 che domani alle 15,30 toccherà l’acqua davanti a un pubblico d’eccezione. Proprio nelle acque cagliaritane si terrà una tappa delle America’s Cup series, le regate di avvicinamento alla Coppa America.
Ma la prua è naturalmente rivolta all’appuntamento di Auckland, in Nuova Zelanda, nel 2021, dove la barca italiana cercherà di fare suo il più antico Trofeo dello sport.

Il Team Prada-Pirelli, insomma, è pronto a fare sognare gli italiani; anzi, a tenerli svegli una volta di più perche possano veder volare la nuova barca.
Ma riavvolgiamo indietro il nastro di qualche anno e ripercorriamo insieme questi ultimi 20 anni di Luna appena trascorsi. Il servizio è di Enzo Cappucci

Prada-Pirelli Team, gomme morbide per Luna Rossa

Cresce l’attesa per il varo della nuova Luna Rossa, che verrà varata il prossimo 2 ottobre a Cagliari, in vista della oramai imminente America’s Cup, che si svolgerà ad Auckland, in Nuova Zelanda, tra poco più di un anno. Abbiamo incontrato due dei progettisti della barca del Team Prada-Pirelli, che si annuncia come uno scafo rivoluzionario.
Il servizio è di Enzo Cappucci

Genova, appuntamento al 2020

Archiviata la 59 esima edizione, il Salone Nautico di Genova, la più importante rassegna mediterranea, guarda già al futuro, all’edizione del prossimo anno, nella quale annunciare magari il superamento del fatturato 2018, cresciuto del 75% rispetto al mimino toccato nel 2013, ma ancora sotto la soglia record degli oltre 6 miliardi.
Oltre mille le imbarcazioni esposte, per altrettanti espositori, provenienti da tutto il mondo.
E poi motori marini, accessori, abbigliamento: come al solito la Mecca dei diportisti aveva in vetrina il meglio della nautica.
Ma oggi la darsena del Salone va stretta ad una rassegna che ha come ulteriore obiettivo di fare della Città un’autentica Capitale del mare, con iniziative ed appuntamenti culturali che hanno coinvolto ogni angolo della Superba.
Anche se l’iniziativa più evidente, a tutte le ore del giorno e della notte, è stata senz’altro la profumazione di essenza di basilico, prima base del pesto alla genovese…, che ha inondato la città.
 
Inaugurazione Salone di Genova

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America’s Cup, altro che Formula Uno!

In attesa dell’imminente varo di Luna Rossa, altri protagonisti della prossima America’s Cup hanno già messo in acqua le loro barche. Si tratta di scafi assolutamente avverinistici, un’autentica rivoluzione per la vela, che si avvicina molto al mondo della Formula Uno. Il servizio è di Enzo Cappucci.

Se l’elemento più evidente di queste nuove barche è rappresentato dai Foil, ovvero dalle ali laterali che le fanno letteralmente volare sull’acqua, ci sono altri particolari, magari meno appariscenti, che ci dicono quanto la vela, sia pure da competizione, sia cambiata e quanto si allontani dai suoi canoni, in vista di questa competizione  che dal 2021 tornerà in acqua in quel di Auckland, Nuova Zelanda, con l’augurio che possa tenerci svegli a lungo per seguire Luna Rossa, lo sfidante italiano che tanto ruolo ha avuto nello sviluppare e nel promuovere questo di tipo di barche.
Dimenticati i giganteschi catamarani, anche quelli volanti, comunque capaci di introdurre la vela alata, cioè rigida, oggi si è tornato al monoscafo, con un trionfo di carbonio.
75 piedi di lunghezza, ovvero circa 23 metri, tanto sono lunghe queste nuove barche che sulla carta sono in grado di raggiungere e forse superare i 50 nodi di velocità.
Con i Foil, infatti, le ali, una grande parte dell’imbarcazione è fuori dall’acqua.
E questo ha comportato studi aerodinamici come per la Formula Uno: a ben vedere sono stati eliminati tutti gli spigoli, sullo scafo e in coperta: non per nulla, per esempio, il principale partner della squadra americana, american magic, la cui prua ricorda proprio il muso di un aereo, è la Airbus, ovvero il consorzio aeronautico europeo.
Anche l’equipaggio sembra doversi nascondere all’interno di due profondi pozzetti, dai quali probabilmente emergeranno solo le teste.
Insomma, se l’aerodinamica ha assunto un ruolo fondamentale, l’unico angolo visibile compare sulla parte inferiore dello scafo.
E qui entriamo nel campo dell’idrodinamica: quell’angolo, infatti, dovrebbe garantire sostegno, e ancora velocità, portanza, quando la barca atterra sull’acqua.
Se non è Formula Uno questa, poco ci manca. Anzi; con siluri di 23 metri di lunghezza è pure di più.

Isola di plastica

Una nuova isola di plastica è stata individuata nell’oceano Atlantico. E’ la settima di un fenomeno creato dalle correnti e dai nostri rifiuti. Il servizio di Enzo Cappucci

La Malizia di Greta

Cinquemila e 500 miglia di oceano Atlantico, non è proprio una passeggiata l’avventura marinara in cui si è gettata Greta, la paladina del nostro clima che, partita da Plymouth, in Gran Bretagna, raggiungerà New York  a bordo di un’imbarcazione a vela, per partecipare alla Conferenza sul clima. Il servizio è di Enzo Cappucci

TartaDay, adottiamo una tartaruga marina

La mancanza di consapevolezza si traduce nei selfies da telefonino con i poveri rettili protagonisti loro malgrado, che arrancano a fatica per depositare le uova spiaggia prescelta, finendo in conclusione per rinunciare. Se il selfista medio sapesse quanto sono a rischio le tartarughe marine, magari rinuncerebbe allo scatto, perchè le care tartarughe sono nella lista rossa delle specie in pericolo e hanno rischiato e rischiano l’estinzione. per fortuna oggi ci sono i centri di recupero, come quelli di legambiente, e anche una maggiore sensibilità ambientale dei pescatori che quando le  pescano impigliate nelle reti, le consegnano ai centri di recupero, veri e propri ospedali dove vengono curate e spurgate dalla plastiche ingerite. Ogni anno ne scompaiono almeno 40 mila: soffocate dalle plastiche,  oppure ferite a morte dalle eliche delle barche o intrappolate nelle reti. Il tartaday, insomma, vuole accendere un faro sulla protezione di questi abitanti del mare, affincandosi al progetto tartalife che da 5 anni diffonde tra i pescatori attrezzi a basso impatto e sostiene i centi di recupero, riferimenti preziosi per le tartarughe, ma anche per gli uomini di buona sensibilità.