Volvo Ocean Race, si parla proprio arabo

Ad Abu Dhabi Ocean Race, la tappa più impegnativa e il primato in classifica

Volvo Ocean Race

Abu Dhabi Ocean Racing ha tagliato la linea del traguardo di Itajaì, sulla costa sud-orientale del Brasile alle 19.30.10 locali (le 21 e 30 ora italiana) di oggi 5 aprile 2015, fra due ali di barche spettatori, accolto dal calorosissimo abbraccio dei fan brasiliani. Il team guidato da Ian Walker ha impiegato 18 giorni, 23 ore 30 minuti e 10 secondi per coprire le 7287,1 miglia rispetto alle 6.776 teoriche della quinta tappa. Continua a leggere

Volvo, i cinesi di Ushuaia (video!)

Rotto l’albero e costretto a dirigere su Ushuaia, il porto alla fine del mondo, l’equipaggio della cinese Dongfeng, impegnata nella Volvo Ocean Race, è finalmente approdato nella cittadina argentina, da tempo divenuta oramai base per tutti quei navigatori che amano i climi estremi del Sud del mondo. Il video in esclusiva per Rainews-Thalassa

La rottura dell’albero a bordo di Dongfeng Race Team è stato un duro colpo, una disavventura giunta a sole 250 miglia da Capo Horn nel mezzo dell’oceano meridionale, nella notte e in condizioni di mare e di vento non facili. Continua a leggere

Volvo, le donne di Capo Horn (il video!)

Finalmente anche l’equipaggio femminile passa il mitico “ciottolo” alla fine del mondo, estrema punta meridionale del continente sudamericano, affacciato sui ghiacci dell’Antartide. Lanciata in mare una corona d’alloro in memoria del loro allenatore e di tutti quei marinai che in quel mare infido hanno perso la vita nel tentativo di doppiare il temibile Capo.

Le veliste di Team SCA guidate dalla skipper britannica Sam Davies hanno doppiato Capo Horn.Per l’equipaggio della barca magenta la navigazione finora non è stata certo semplice, con i problemi tecnici incontrati lungo la via che hanno fortemente penalizzato le undici navigatrici. Continua a leggere

Volvo, a capofitto su Capo Horn

Ha preso il via la quinta tappa della Volvo Ocean Race, da Auckland, in Nuova Zelanda, a Itajaì in Brasile: la più impegnativa e dura del giro del mondo, oltre che la più lunga con un totale di 6.776 miglia.

La quinta frazione, ha preso il via ieri sera da Auckland in perfetto orario, alle nove del mattino (le 21 in Italia) con la consueta nutrita flotta di barche spettatori e in condizioni di vento medio/leggero, dopo che il passaggio del ciclone Pam aveva costretto gli organizzatori a rinvii successivi della partenza. Per la cronaca dopo qualche miglio dalla partenza la testa è stata presa da Dongfeng Race Team, ma la strada per i sei team è ancora molto lunga ed estremamente accidentata. Continua a leggere

Volvo Ocean Race, sulla via della Cina

E’ partita questo pomeriggio da Abu Dhabi la terza tappa della Volvo Ocean Race, il giro del mondo a tappe e in equipaggio, che si concluderà in giugno. Prossima sosta, in Cina. Le belle immagini nel servizio di Enzo Cappucci.

Festa grande, perché dopotutto ospitare una tappa della regata intorno al mondo non è cosa di tutti i giorni e poi tra le barche in grado di vincerla questa Volvo Ocean Race, c’è anche quella dell’emirato, potenza della vela, regno del marketing, che se la contende in una manciata di punti, al momento, con gli olandesi di Team Brunel e con i cinesi di Dongfeng. Continua a leggere

Volvo Ocean Race, vita di bordo

Verso Abu Dhabi, ventiduesimo giorno di regata della seconda tappa della Volvo Ocean Race 2014/15.

Il terzetto di testa naviga nel golfo di Oman alla ricerca della migliore soluzione per passare una zona di vento leggero e il ridosso causato dalle alte montagne della costa omanita, per passare oltre lo stretto di Hormuz e puntare la prua verso la linea del traguardo di Abu Dhabi. Continua a leggere

Volvo Ocean Race, gli altri dopo i fuochi

Team Brunel ha colto l’ultimo gradino del podio, anticipando Team Vestas Wind, quarto. In mare restano tre barche, con Alvimedica e Alberto Bolzan saldi al quinto posto e la serratissima lotta fra gli spagnoli di MAPFRE e l’equipaggio tutto femminile di Team SCA. 

m29995_vor-141105-shoemaker-7040Erano le 19 e 33 UTC, le nostre 20.33 di ieri ed era già calato il buio sulla splendida baia di Città del Capo quando Team Brunel , timonato da Bouwe Bekking tagliava la linea del traguardo, non senza aver patito le stesse pene dei suoi due predecessori, bloccato nella zona di bonaccia creata dall’imponente Table Mountain.
m30014_vor-141106-sanchez-0018Dopo la premiazione, completa di fuochi artificiali in onore del vincitore Abu Dhabi Ocean Racing e dei franco/cinesi di Dongfeng Race Team l’arrivo di Team Brune poteva sembrare poco emozionante.
E, invece, Bouwe Bekking il veterano, uno dei velisti più esigenti del panorama della vela oceanica mondiale, sfoggiava un grande sorriso e si diceva molto contento di un terzo posto nella tappa di apertura del suo settimo giro del mondo. Siamo contenti” ha dichiarato lo skipper olandese: “siamo felici, se vogliamo usare un’altra parola. Sei sempre felice quando vinci ma un terzo posto è un ottimo risultato per Team Brunel.”
Bekking ha più volte dichiarato, infatti, che il suo obiettivo è di finire sul podio nel maggior numero di tappe possibili, per cercare di ottenere la vittoria finale che finora gli è sempre sfuggita. “Entrare nei primi tre era il nostro scopo, ovviamente sarebbe stato meglio vincere, ma le altre due barche hanno navigato meglio di noi.” Ha detto. “Prima di tutto bisogna divertirsi a navigare, poi i risultati arrivano. E’ stata una regata molto tirata, ma noi miglioreremo.”
 
m30008_alv-141106-ross-00226Come gli altri due team che li avevano preceduti, i velisti di Team Brunel erano particolarmente felici di rimettere piede a terra dopo 26 giorni di mare, anche perché dovranno sfruttare bene il tempo a loro disposizione a Città del capo, visto che fra due settimane si riparte.
Arrivando alle 12.48 UTC (le 13.48 ora italiana) di oggi, Team Vestas Wind si è garantito il quarto posto e lo skipper australiano Chris Nicholson, un altro  veterano della regata, ha dichiarato di essere soddisfatto anche considerando che il suo è stato l’ultimo team ad iscriversi alla Volvo Ocean Race solo sei settimane prima della partenza. “Sapevamo già che per noi l’obiettivo della prima tappa era finire con un piazzamento ragionevole e, sinceramente penso che questo sia sopra le aspettative, volevamo fare meglio, uno deve porsi degli obiettivi ambiziosi. Ma questo quarto posto ci ha dato una carica di fiducia per le prossime tappe e il resto del giro. Siamo più in forma di quanto non lo fossimo ad Alicante”, ha detto Nicholson.
Intanto, le tre barche che sono ancora in oceano hanno molte carte da giocarsi. Il quinto posto non dovrebbe sfuggire ai giovani di Team Alvimedica tra cui il velista italiano Alberto Bolzan, malgrado una bolla di bonaccia che ha intrappolato la barca nera e arancio, fermandola quasi completamente. Come ha raccontato da bordo stamane l’Onboard reporter Amory Ross: “Non è mica facile fare 0,00 nodi. Nemmeno un albatro riuscirebbe a volare in queste condizioni. Ma siamo solo a 250 miglia dalla linea del traguardo e dalla fine della tappa.” Team Alvimedica, che nel frattempo ha riagganciato un po’ di vento è attesa a Città del Capo nella notte o alle prime ore del mattino.
Alle spalle di Team Alvimedica, è lotta serratissima fra gli spagnoli di MAPFRE e le veliste di Team SCA.
L’equipaggio guidato dalla skipper britannica Samantha Davies, che per molta parte della tappa è stato il fanalino di coda della flotta a causa di condizioni meteo spesso sfortunate, sta infatti cercando di superare nelle ultime 300 miglia a disposizione il team spagnolo di Iker Martínez.
“Cerchiamo di stare concentrate e non mollare, adesso è solo una questione di velocità. Ci sembra di essere un pochino più veloci di MAPFRE a ogni rilevamento delle posizioni, è una bella motivazione e cerchiamo di continuare così.” Ha detto la watch captain australiana Liz Wardley da bordo della barca magenta.
Molto diverso l’umore a bordo di MAPFRE. “Sono momenti molto difficili. Questa regata ti fa capire gli errori, ti fa capire che una buona preparazione è tutto e che ogni decisione strategica conta moltissimo.” Scrive oggi l’Onboard reporter  Francisco Vignale. “Quando arriveremo a Città del Capo dovremo fare tabula rasa. La regata ricomincerà, ma non potremo dimenticare che questa prima tappa ci è costata cara. Però abbiamo tutti voglia di arrivare, di mangiare qualcosa di buono, di ritrovare l’affetto dei nostri cari, il calore e il profumo del caffè, una doccia calda, di dormire più di tre ore di fila, di scrivere una email senza avere il computer che salta da una parte all’altra…”
All’ultimo rilevamento delle posizioni c’erano solo una decina di miglia fra le due barche, per loro il finale non è ancora scritto.

La Volvo Ocean Race parla arabo. E un po’ cinese

Vittoria di Abu Dhabi nella prima tappa, Valencia- Città del Capo. Solo 12 minuti sui cinesi di Dongfeng Race.

IN ESCLUSIVA IL VIDEO DELL’ ARRIVO

In un finale al cardiopalma il team Abu Dhabi Ocean Racing guidato dall’olimpionico britannico Ian Walker ha tagliato la linea del traguardo di Città del Capo alle 15.10.44 UTC (le 16.10 italiane) di mercoledì 5 novembre, battendo i franco/cinesi di Dongfeng Race Team con lo skipper Charles Caudrelier, aggiudicandosi così la prima tappa della Volvo Ocean Race partita da Alicante in Spagna lo scorso 11 ottobre.

1_Dopo 26 giorni e moltissime miglia di navigazione in più rispetto alle 6.487 teoriche, con l’uscita dal Mediterraneo, il passaggio dell’Equatore, la navigazione in Atlantico meridionale con un’alternanza di condizioni meteo Abu Dhabi Ocean Racing ha tagliato la linea del traguardo di Città del Capo sotto l’imponente Table Mountain con un incredibile margine di soli 12 minuti su Dongfeng Race Team che, pur avendo subito diverse rotture e avarie ha dimostrato eccellenti doti di velocità e una grande tenacia.

Ci sono stati molti arrivi serrati nella storia ultra quarantennale della regata, ma pochi sono stati tanto intensi ed emozionanti come quello di oggi. Le ultime dieci miglia sono state un vero e proprio calvario per il team portacolori degli emirati, che ha dovuto tirare fuori ogni briciolo di energia fisica e mentale residua per resistere alla pressione degli avversari, in una zona di aria leggerissima causata dal ridosso dell’imponente Table Mountain, con velocità ridotte a soli 3 o 4 nodi. Ian Walker e i suoi uomini sono però riusciti a resistere, e hanno ottenuto il degno riconoscimento dalla folla che li attendeva nel famoso V&A Waterfront di Città de Capo per una vittoria che certamente non dimenticheranno mai.

3_Abu Dhabi Ocean Racing, con un equipaggio molto esperto composto quasi completamente, ad eccezione del giovane under 30 australiano Luke Parkinson, da veterani del giro del mondo che totalizzano ben 20 partecipazioni, ha condotto per la gran parte del percorso e ha occupato la prima posizione fin dal passaggio dell’arcipelago di Capo Verde. Azzam, il nome della barca che in arabo significa determinazione, ha potuto sfruttare a pieno l’esperienza nei monotipi del suo skipper, il due volte olimpionico britannico Ian Walker, l’affiatamento del gruppo e le buone scelte strategiche del navigatore inglese Simon Fisher.

La vittoria odierna, inoltre, rappresenta una rivincita per il quarantaquattrenne skipper inglese, che nella prima notte della prima tappa della scorsa edizione fu costretto a tornare mestamente in porto ad Alicante a causa di un disalberamento. In quest’occasione invece, Walker e il suo equipaggio hanno commesso pochissimi errori e sono riusciti a resistere a tutte le insidie di cui era disseminato il percorso.

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Uno stremato ma felice Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing, non appena arrivato in banchina ha dichiarato: “Sono stati momenti veramente intensi, più di quanto mi sarei mai aspettato e gli ultimi giorni sono stati davvero duri, ci stavano tutti alle calcagna. Noi abbiamo regatato bene, il mio equipaggio è stato grande, Simon (Fisher) ha fatto delle scelte ottime e siamo riusciti a tenere a bada la tensione alla fine. E’ stata una tappa molto bella.” Walker ha avuto parole di elogio anche per gli avversari. “Devo fare i miei complimenti a Dongfeng, una performance fantastica, ci hanno davvero messo a dura prova nelle ultime ore. Ma devo dire che tutti quelli che arriveranno qui, non importa se primi o ultimi avranno portato a termine una bella impresa.”

Alle spalle dei portacolori dell’emirato i franco/cinesi di DongFeng Race Team con lo skipper transalpino Charles Caudrelier, che pur avendo subito diverse avarie, prima la rottura di un timone e solo qualche giorno fa una serie di danni a bordo causati dalla rottura di un golfare, hanno dimostrato eccellenti doti di velocità in tutte le andature e, soprattutto, una grande tenacia. In più di un’occasione sono riusciti ad arrivare vicinissimi ad Abu Dhabi Ocean Racing, come oggi quando all’alba si trovavano a sole tre miglia.

5_“Siamo felicissimi di questo risultato, è fantastico per il nostro gruppo!” Ha detto Caudrelier. Lo skipper ha voluto inoltre sottolineare l’incredibile determinazione dei due velisti cinesi, che prima di questo battesimo dell’oceano non avevano pressoché alcuna esperienza di navigazione oceanica. “Il nostro obiettivo è anche formare dei cinesi alla vela e sviluppare lo sport in Cina. Sei mesi fa alcuni dei nostri velisti non avevano mai passato una notte in mare. Oggi hanno appena portato a termine una tappa incredibile della Volvo Ocean Race. Siamo molto orgogliosi di loro. Questa edizione è un po’ un gioco nuovo con i monotipo, tutti hanno la stessa barca e ci siamo accorti subito, anche se è solo una tappa, che è facile fare errori. Chi vincerà questa Volvo Ocean Race sarà davvero la squadra più forte, sarà durissima.”

Nella serata sudafricana è atteso sul traguardo anche Team Brunel, guidato dal veterano olandese Bouwe Bekking, che completerà quindi il podio, mentre il quarto posto sembra poter non sfuggire a Team Vestas Wind con Chris Nicholson. Il resto della flotta, tra cui Team Alvimedica, che imbarca Alberto Bolzan, unico velista italiano di quest’edizione del giro del mondo, gli spagnoli di MAPFRE e l’equipaggio completamente femminile di Team SCA è previsto raggiunga Città del Capo nelle prossime 24/48 ore.

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Volvo Ocean Race, ubriacatevi di oceani

Le spettacolari immagini del giro del mondo  in equipaggio. Nove tappe e otto mesi di mare. Niente barche italiane in gara, una di sole donne.
Le immagini, si sa, valgono più di ogni parola, ed è per questo che ve le proponiamo, perché assolutamente spettacolari.

La Volvo Ocean Race, già Withbread, ci accompagnerà per i prossimi mesi in un giro del mondo che alla fine avrà inanellato oltre 71 mila chilometri, quasi 39 mila miglia di mare, doppiando i grandi capi del Pianeta: il Capo di Buona Speranza, il Capo Leeuween e quindi il più temibile di tutti, il Capo Horn, estrema punta meridionale del continente sudamericano, ultima terra emersa prima dell’oceano Bianco, l’Antartide.

Non è una passeggiata, ma una corsa, tirata a perdifiato dall’inizio alla fine, perché conta solo vincere, a dispetto delle difficoltà e di un contesto ambientale difficilissimo, in larga parte alle prese con i mari più infidi e spettacolari della terra, forze della natura allo stato puro, temperature polari e con venti gelidi e impossibili, capaci di far volare i Vor 65 (questa la classe delle barche in gara: 65 piedi di lunghezza, poco meno di 22 metri) a velocità da motoscafo, planando giù da onde alte come palazzi, con montagne d’acqua che si rovesciano in coperta.

Il fatto che si corra a tappe e non senza scalo come altre regate oceaniche, la Vendée Globe, su tutte, oltre che una concessione al marketing e allo show business (11 paesi toccati in 5 continenti) è soprattutto un modo per spingere ancor più sull’acceleratore, consapevoli che in una sosta si possono rigenerare gli equipaggi e le imbarcazioni.
Sette le barche in gara: Team Brunel, Abu Dhabi Ocean Racing, Dongfeng Race Team, Team Alvimedica, Team Vestas, Team Mafre, con a bordo 8 velisti uomini, cui si aggiunge Team Sca che è l’unico equipaggio femminile in gare, con l’unica differenza rispetto agli uomini, di avere tre persone in più.

Unico italiano in gare è Alberto Bolzan, 32enne friulano, timoniere della squadra turco-americana di Team Alvimedica. “Per me è un sogno che si avvera – dice Bolzan – ho fatto tantissime regate, ma il mio desiderio più grande è sempre stato fare il giro del mondo!”.

Ma l’Italia è rappresentata soprattutto nella tecnologia, perché i  VO 65,  tutti rigorosamente uguali,  sono stati costruite a Nembro Bergamo, da Persico Marine.

Il che è uno straordinario successo per il Made in Italy, capace di vincere la concorrenza dei colossi stranieri della costruzione nautica, caricandosi non solo il fardello di barche veloci, ma soprattutto sicure.

Nove le tappe, dopo la partenza da Alicante, in Spagna, lo scorso 12 ottobre: Città del Capo (Sud Africa), Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti, Sanya (Cina), Auckland (Nuova Zelanda), Itajaí (Brasile), Newport (Rhode Island, Usa), Lisbona (Portogallo) e Lorient (Francia);  un pit-stop di 24 ore a l’Aia e  arrivo a Goteborg a fine giugno 2015.

E adesso ubriacatevi di oceani e godetevi i video e le foto. Buon vento!