Beccaria, un nome una garanzia

Ambrogio Beccaria, il velista milanese, vince alla grande la Les Sables-Açores-Les Sables, regata atlantica per soliti francesi, costretti ad abdicare. Le stella emergente del panorama internazionale della vela in solitario, stabilisce un record nei Mini 6,50, le più piccole tra le “grandi” barche oceaniche, scavando un solco tra sé e il più immediato inseguitore. Di Ambrogio ne sentiremo parlare ancora e a lungo. Il suo primo (e specializzato…) tifoso è Giovanni Soldini, nume tutelare della vela oceanica italiana. Quella di Ambrogio è una vela spontanea, allegra, disinibita, che cresce, soprattutto con queste barche veloci, belle e complicate quanto basta, alla portata di quanti vogliono mettersi alla prova con gli oceani e con la specialità più entusiasmante della vela, il “Grande largo”.

Luna Rossa, a Napoli nel 2019

Luna Rossa torna alla Coppa America e per questo il suo patron, Patrizio Bertelli, amministratore del gruppo Prada, conquista l’ambito riconoscimento di velista dell’anno. Sarà un’edizione spettacolare, che abbandonati  i catamarani torna ai monoscafi, ma non arretra sul piano dell’evoluzione tecnologica perchè le nuove barche di Coppa continueranno a  volare sull’acqua. L’appuntamento è per il 2021 in Nuova zelanda, ma una tappa di avvicinamento all’evento si terrà a Napoli probabilmente a fine estate 2019 e sarà anche tutto visibile comodamente in poltrona, perché per la prima volta i diritti televisivi saranno gratuiti. 
L’obiettivo è la popolarità della manifestazione. L’intervista è di Enzo Cappucci

In mare d’inverno

Dal nord al sud della Penisola, il mare d’inverno è una palestra per velisti.
Si contano infatti decine di campionati invernali di vela, magari senza grandi campioni in gara, ma con una grande passione che in acqua si trasforma in spettacolo.
Ne abbiamo seguito uno, il più antico, quello di Cala Galera, all’Argentario, giunto alla sua 41 esima edizione.
Il servizio è di Enzo Cappucci

America’s Cup, si vola al 2021


Presentati i rendering delle barche per la prossima Coppa America. Non più i costosissimi catamarani, e questo era scontato,  ma dei nuovi monoscafi, dotati di foils, capaci dunque di volare sull’acqua come e quanto i multiscafi, ma molto meno costosi.
Per questo si prevede una Coppa che pur tornando quasi alle origini è in realtà già futuro, ricca di partecipanti.
Era il presupposto irrinunciabile perché tornasse in gara anche Luna Rossa. Il servizio è di Enzo Cappucci

Ca’ Sagredo, lo Spirito di un Portopiccolo

A Venezia la regata dell’ospitalità, che abbina i grandi hotel della Serenissima ai grandi scafi della vela: è la Venice Hospitality Challenge 2017, vinta da Spirit of Portopiccolo, il maxi fresco trionfatore della Barcolana.
Un campo di regata nella cornice unica di Venezia, con una serata di gala altrettanto unica, a bordo dell’Amerigo Vespucci.

Spirit of Portopiccolo, con i colori del Ca’ Sagredo Hotel si impone ancora una volta su Maxi Jena (il detentore del titolo) confermando la coppia dei fratelli Furio (timoniere) e Gabriele (tattico) Benussi come gli uomini da battere. Spirit of Portopiccolo continua infatti a conservare e incrementare la propria imbattibilità inanellando il terzo successo consecutivo dopo le vittorie al Trofeo Bernetti e alla Barcolana.

La regata di quest’oggi presentava non poche insidie sia per il vento estremamente leggero attorno ai due nodi d’aria della partenza (condizione preferita da Maxi Jena) sia perché il campo di regata della Venice Hospitality Challenge nei canali di Venezia avrebbe potuto soffocare e limitare sia le scelte tattiche che le prestazioni del velocissimo 86 piedi dei fratelli Benussi.

Così non è stato perché sin dalla partenza al lasco Spirit of Portopiccolo è riuscito a coprire il diretto avversario per poi marcarlo anche nella seconda fase della regata in andatura di bolina; qui Spirit of Portopiccolo ha potuto scaricare i cavalli incrementando metro dopo metro il proprio vantaggio sul resto della flotta.

Gli oltre nove minuti di margine su Maxi Jena registrati sul traguardo spiegano meglio di qualsiasi altro dato la grande performance di Spirit of Portopiccolo che ha potuto raggiungere da solo la linea di arrivo dove, ancora una volta, tutto l’equipaggio ha potuto alzare le braccia al cielo.

Spirit of Portopiccolo affronta ora il letargo invernale mentre non si interrompe l’attività del team ed il lavoro in particolare di Furio Benussi coinvolto in cabina di regia nella preparazione della prossima stagione di regate internazionali dove i due “fratelli terribili” contano di dare ancora dimostrazione del proprio talento a bordo di uno scafo che ha più che confermato il proprio DNA di purosangue da regata.

Andrea Mura, questa Ostar fa rima con Oscar.

Il velista cagliaritano, con il suo Vento di Sardegna, si aggiudica per la terza volta la Ostar, la celebre regata atlantica in solitario che dalle coste della Manica raggiunge Newport, negli Stati Uniti. Ma quella di quest’anno è stata una delle edizioni peggiori, con naufragi e salvataggi, tra cui quello dell’italiano Michele Zambelli, che ha perso la chiglia del suo Illumia quando era secondo alle spalle di Mura.

Andrea Mura (Getty Images)

Da oggi Andrea Mura incarna la perfetta metafora del marinaio e delle sue promesse.
Il perché è semplice.
All’indomani della sua vittoria nel 2013 aveva infatti garantito che non avrebbe mai più corso un’altra Ostar, la regata oceanica che ha laureato i più grandi solitari della vela, da Tabarly a Soldini.
Troppo dura, tutta controvento, di bolina a schivare onde alte come palazzi e iceberg alla deriva, un freddo polare.
Come stare dentro una lavatrice.Promesse al vento perchè invece, Andrea Mura, cagliaritano, 53 anni, già alla randa del Moro di Venezia di Raul Gardini in Coppa America nel ‘92, si è gettato nuovamente a capofitto in questa edizione del 2017, al timone del suo fido ed ineguagliabile “Vento di Sardegna”, la barca di circa 16 metri di lunghezza, che ha comprato d’occasione e che è riuscito a trasformare in vero siluro del mare, veloce ed affidabile, robusta quanto basta, non solo per riportarlo a terra, ma anche per farlo vincere.
E’ la prima volta che un velista riesce a vincere per ben tre volte questa regata che parte da Plymouth, la capitale velica della Manica, e attraversa l’Atlantico del nord per 3 mila miglia, lambendo il Mare di Terranova e approdare infine a Newport, altra Mecca della vela in terra americana, nel Rhode Island.

Andrea Mura (Getty Images)

La prima volta fu nel 2012, in coppia con Riccardo Apolloni, la seconda l’anno dopo, ma in solitario, e la terza poche ore fa, nel tempo di 17 giorni, 4 ore, 6 minuti, 19 secondi.  E dire che Mura soffre il mal di mare.
Questa edizione è stata particolarmente difficile, tanto che Andrea è stato costretto a fermarsi per ben due volte lungo il tragitto e ridossarsi sotto costa per riparare senza alcun aiuto esterno i danni di una barca che non solo ha raggiunto velocità da motoscafo, ben oltre i 25 nodi, ma che ha spesso navigato come un sommergibile, infilandosi nelle onde per uscirne senza più fiato solo dopo interminabili minuti.
Bravo Andrea, adesso il giro del mondo e che lo sponsor finalmente sia con te.
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Gli Oscar della vela 2017, il velista dell’anno è Mattia Camboni

 


Serata di gala a Villa Miani, a Roma, per la 23 esima edizione del premio che celebra i migliori atleti, le migliori barche ed i migliori circoli velici. ti assegnati i premi nelle quattro categorie: Barca, Armatore-Timoniere, Club e Velista dell’Anno.

Il Velista
Il premio Velista dell’anno è stato assegnato a Mattia Camboni, 21 anni, atleta delle Fiamme Azzurre, che ha ottenuto un vero e proprio plebiscito di voti on line, è stato premiato per suo i risultati 2016, tra cui un primo posto nella classifica Under 21 del Campionato del mondo RS:X 2016 e un decimo posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.
Il presidente della FIV Francesco Ettorre ha consegnato al vincitore un’opera dello scultore velista Guido Armeni, raffigurante due vele realizzate in acciaio lucido e porcellanato.

L’Armatore/timoniere
Alessandro Rombelli è stato proclamato Armatore – Timoniere dell’Anno per i suoi risultati internazionali 2016 nelle classi Megles 20 e 32. Rombelli e ha ricevuto il premio da Marina Stella, direttore Generale di Ucina Confindustria Nautica.

La Barca
Il Cookson 50 Cippa Lippa sale sul gradino più alto del podio nella categoria Barca dell’Anno. Il video della barca in planata a 31 nodi di velocità durante la Rolex Middle Sea Race 2016, dopo la giuria ha conquistato anche la platea. L’armatore Guido Paolo Gamucci è stato premiato da Mauro Pelaschier.

Il Circolo
Nella categoria Club dell’Anno, premio istituito in collaborazione con la Lega Italiana Vela, il successo è andato alla Club Velico Crotone.
Il premio è stato consegnato dal presidente della LIV Roberto Emanuele de Felice a Francesco Verri, presidente del sodalizio velico calabrese, premiato per aver bruciato le tappe ed essere diventato in pochi anni un punto di riferimento per la vela nazionale e internazionale.

Francesco Ettorre, presidente della Federazione Italiana Vela, al termine della serata ha dichiarato: “Non è la prima volta che partecipo a questa serata del Velista dell’Anno, lo è però come Presidente della Federazione Italiana Vela e chiaramente ha un sapore diverso, dal punto di vista prettamente personale. E’ una serata speciale, per me e per tutto il movimento della vela, che ha l’occasione di ritrovarsi in questa magnifica location nell’ambito di una piacevole serata fuori dagli schemi, per condividere la passione che ci unisce. Per quanto riguarda la vittoria di Mattia Camboni, non posso che essere molto, molto felice che abbia vinto questo importante premio. Se lo merita, per l’impegno che mette nel lavoro e per tutti i risultati che ha già ottenuto, ancora giovanissimo”.

La Giuria del Velista dell’Anno che, dopo aver preso atto delle preferenze espresse dal pubblico (oltre 16.000), ha proclamato i vincitori era composta da: Francesco Ettorre, presidente della Federazione Italiana Vela e presidente della giuria, Carlo Mornati vice segretario generale del CONI e responsabile della preparazione olimpica, Fabio Planamente, presidente dell’assemblea Vela di Ucina Confindustria Nautica e da Alberto Acciari ideatore e segretario del Premio.

I giovani al largo
La Federazione Italiana Vela, partner istituzionale del Velista dell’Anno, ha premiato gli atleti juniores che hanno conseguito risultati di rilievo internazionale nel corso del 2016 come la vittoria al Nations Trophy ad Auckland dello scorso dicembre e gli autori tanti altri successi ancora. Questi i nomi dei premiati: Giorgia Speciale (RS:X-Techno 293), Gaia Bergonzini (Optimist), Francesca Russo Cirillo e Alice Linussi (420), Edoardo Tanas (Techno 293), Veronica Ferraro e Giulia Ierardi (420), Tommaso Cilli e Bruno Mantero (420), Marta Zattoni (Laser Radial), Paolo Giargia (Laser Radial), Alexandra Stalder e Silvia Speri (420), Carolina Albano (Laser Radial), Maria Ottavia Raggio e Paola Bergamaschi (49er FX), Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (470), Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini (470).