Ca’ Sagredo, lo Spirito di un Portopiccolo

A Venezia la regata dell’ospitalità, che abbina i grandi hotel della Serenissima ai grandi scafi della vela: è la Venice Hospitality Challenge 2017, vinta da Spirit of Portopiccolo, il maxi fresco trionfatore della Barcolana.
Un campo di regata nella cornice unica di Venezia, con una serata di gala altrettanto unica, a bordo dell’Amerigo Vespucci.

Spirit of Portopiccolo, con i colori del Ca’ Sagredo Hotel si impone ancora una volta su Maxi Jena (il detentore del titolo) confermando la coppia dei fratelli Furio (timoniere) e Gabriele (tattico) Benussi come gli uomini da battere. Spirit of Portopiccolo continua infatti a conservare e incrementare la propria imbattibilità inanellando il terzo successo consecutivo dopo le vittorie al Trofeo Bernetti e alla Barcolana.

La regata di quest’oggi presentava non poche insidie sia per il vento estremamente leggero attorno ai due nodi d’aria della partenza (condizione preferita da Maxi Jena) sia perché il campo di regata della Venice Hospitality Challenge nei canali di Venezia avrebbe potuto soffocare e limitare sia le scelte tattiche che le prestazioni del velocissimo 86 piedi dei fratelli Benussi.

Così non è stato perché sin dalla partenza al lasco Spirit of Portopiccolo è riuscito a coprire il diretto avversario per poi marcarlo anche nella seconda fase della regata in andatura di bolina; qui Spirit of Portopiccolo ha potuto scaricare i cavalli incrementando metro dopo metro il proprio vantaggio sul resto della flotta.

Gli oltre nove minuti di margine su Maxi Jena registrati sul traguardo spiegano meglio di qualsiasi altro dato la grande performance di Spirit of Portopiccolo che ha potuto raggiungere da solo la linea di arrivo dove, ancora una volta, tutto l’equipaggio ha potuto alzare le braccia al cielo.

Spirit of Portopiccolo affronta ora il letargo invernale mentre non si interrompe l’attività del team ed il lavoro in particolare di Furio Benussi coinvolto in cabina di regia nella preparazione della prossima stagione di regate internazionali dove i due “fratelli terribili” contano di dare ancora dimostrazione del proprio talento a bordo di uno scafo che ha più che confermato il proprio DNA di purosangue da regata.

Andrea Mura, questa Ostar fa rima con Oscar.

Il velista cagliaritano, con il suo Vento di Sardegna, si aggiudica per la terza volta la Ostar, la celebre regata atlantica in solitario che dalle coste della Manica raggiunge Newport, negli Stati Uniti. Ma quella di quest’anno è stata una delle edizioni peggiori, con naufragi e salvataggi, tra cui quello dell’italiano Michele Zambelli, che ha perso la chiglia del suo Illumia quando era secondo alle spalle di Mura.

Andrea Mura (Getty Images)

Da oggi Andrea Mura incarna la perfetta metafora del marinaio e delle sue promesse.
Il perché è semplice.
All’indomani della sua vittoria nel 2013 aveva infatti garantito che non avrebbe mai più corso un’altra Ostar, la regata oceanica che ha laureato i più grandi solitari della vela, da Tabarly a Soldini.
Troppo dura, tutta controvento, di bolina a schivare onde alte come palazzi e iceberg alla deriva, un freddo polare.
Come stare dentro una lavatrice.Promesse al vento perchè invece, Andrea Mura, cagliaritano, 53 anni, già alla randa del Moro di Venezia di Raul Gardini in Coppa America nel ‘92, si è gettato nuovamente a capofitto in questa edizione del 2017, al timone del suo fido ed ineguagliabile “Vento di Sardegna”, la barca di circa 16 metri di lunghezza, che ha comprato d’occasione e che è riuscito a trasformare in vero siluro del mare, veloce ed affidabile, robusta quanto basta, non solo per riportarlo a terra, ma anche per farlo vincere.
E’ la prima volta che un velista riesce a vincere per ben tre volte questa regata che parte da Plymouth, la capitale velica della Manica, e attraversa l’Atlantico del nord per 3 mila miglia, lambendo il Mare di Terranova e approdare infine a Newport, altra Mecca della vela in terra americana, nel Rhode Island.

Andrea Mura (Getty Images)

La prima volta fu nel 2012, in coppia con Riccardo Apolloni, la seconda l’anno dopo, ma in solitario, e la terza poche ore fa, nel tempo di 17 giorni, 4 ore, 6 minuti, 19 secondi.  E dire che Mura soffre il mal di mare.
Questa edizione è stata particolarmente difficile, tanto che Andrea è stato costretto a fermarsi per ben due volte lungo il tragitto e ridossarsi sotto costa per riparare senza alcun aiuto esterno i danni di una barca che non solo ha raggiunto velocità da motoscafo, ben oltre i 25 nodi, ma che ha spesso navigato come un sommergibile, infilandosi nelle onde per uscirne senza più fiato solo dopo interminabili minuti.
Bravo Andrea, adesso il giro del mondo e che lo sponsor finalmente sia con te.
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Gli Oscar della vela 2017, il velista dell’anno è Mattia Camboni

 


Serata di gala a Villa Miani, a Roma, per la 23 esima edizione del premio che celebra i migliori atleti, le migliori barche ed i migliori circoli velici. ti assegnati i premi nelle quattro categorie: Barca, Armatore-Timoniere, Club e Velista dell’Anno.

Il Velista
Il premio Velista dell’anno è stato assegnato a Mattia Camboni, 21 anni, atleta delle Fiamme Azzurre, che ha ottenuto un vero e proprio plebiscito di voti on line, è stato premiato per suo i risultati 2016, tra cui un primo posto nella classifica Under 21 del Campionato del mondo RS:X 2016 e un decimo posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.
Il presidente della FIV Francesco Ettorre ha consegnato al vincitore un’opera dello scultore velista Guido Armeni, raffigurante due vele realizzate in acciaio lucido e porcellanato.

L’Armatore/timoniere
Alessandro Rombelli è stato proclamato Armatore – Timoniere dell’Anno per i suoi risultati internazionali 2016 nelle classi Megles 20 e 32. Rombelli e ha ricevuto il premio da Marina Stella, direttore Generale di Ucina Confindustria Nautica.

La Barca
Il Cookson 50 Cippa Lippa sale sul gradino più alto del podio nella categoria Barca dell’Anno. Il video della barca in planata a 31 nodi di velocità durante la Rolex Middle Sea Race 2016, dopo la giuria ha conquistato anche la platea. L’armatore Guido Paolo Gamucci è stato premiato da Mauro Pelaschier.

Il Circolo
Nella categoria Club dell’Anno, premio istituito in collaborazione con la Lega Italiana Vela, il successo è andato alla Club Velico Crotone.
Il premio è stato consegnato dal presidente della LIV Roberto Emanuele de Felice a Francesco Verri, presidente del sodalizio velico calabrese, premiato per aver bruciato le tappe ed essere diventato in pochi anni un punto di riferimento per la vela nazionale e internazionale.

Francesco Ettorre, presidente della Federazione Italiana Vela, al termine della serata ha dichiarato: “Non è la prima volta che partecipo a questa serata del Velista dell’Anno, lo è però come Presidente della Federazione Italiana Vela e chiaramente ha un sapore diverso, dal punto di vista prettamente personale. E’ una serata speciale, per me e per tutto il movimento della vela, che ha l’occasione di ritrovarsi in questa magnifica location nell’ambito di una piacevole serata fuori dagli schemi, per condividere la passione che ci unisce. Per quanto riguarda la vittoria di Mattia Camboni, non posso che essere molto, molto felice che abbia vinto questo importante premio. Se lo merita, per l’impegno che mette nel lavoro e per tutti i risultati che ha già ottenuto, ancora giovanissimo”.

La Giuria del Velista dell’Anno che, dopo aver preso atto delle preferenze espresse dal pubblico (oltre 16.000), ha proclamato i vincitori era composta da: Francesco Ettorre, presidente della Federazione Italiana Vela e presidente della giuria, Carlo Mornati vice segretario generale del CONI e responsabile della preparazione olimpica, Fabio Planamente, presidente dell’assemblea Vela di Ucina Confindustria Nautica e da Alberto Acciari ideatore e segretario del Premio.

I giovani al largo
La Federazione Italiana Vela, partner istituzionale del Velista dell’Anno, ha premiato gli atleti juniores che hanno conseguito risultati di rilievo internazionale nel corso del 2016 come la vittoria al Nations Trophy ad Auckland dello scorso dicembre e gli autori tanti altri successi ancora. Questi i nomi dei premiati: Giorgia Speciale (RS:X-Techno 293), Gaia Bergonzini (Optimist), Francesca Russo Cirillo e Alice Linussi (420), Edoardo Tanas (Techno 293), Veronica Ferraro e Giulia Ierardi (420), Tommaso Cilli e Bruno Mantero (420), Marta Zattoni (Laser Radial), Paolo Giargia (Laser Radial), Alexandra Stalder e Silvia Speri (420), Carolina Albano (Laser Radial), Maria Ottavia Raggio e Paola Bergamaschi (49er FX), Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (470), Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini (470).

L’Adelasia d’Arabia

Al via l’EFG Sailing Arabia. In gara per la prima volta un equipaggio italiano, Adelasia di Torres.

Nella flotta di otto team internazionali è presente, per la prima volta, anche un equipaggio italiano, Adelasia di Torres guidato dallo skipper Renato Azara e composto da Caterina Nitto (drizze), Duccio Colombi (timone/tattica), Enrico Zennaro (timone/tattica), Evero Niccolini (randa), Alessandro Santangelo (prua) e Maurizio Loberto (tailer).

Sulla linea di partenza sarà presente il campione del Tour 2016, nonché vincitore delle edizioni 2014 e 2015, EFG Bank Monaco guidato dallo skipper francese Thierry Douillard e l’equipaggio totalmente al femminile DB Schenker, capitanato dalla olimpionica olandese Annemeike Bes.

Creato da Oman Sail nel 2011, l’EFG Sailing Arabia – The Tour è stato pensato per promuovere la regione del Golfo e il suo patrimonio marittimo e far conoscere il paese in tutto il mondo come meta ideale per la pratica della vela anche durante i mesi invernali, grazie alle caratteristiche climatiche della zona.

Giunto quest’anno alla sua settima edizione, l’EFG Sailing Arabia – The Tour è ormai riconosciuto a livello internazionale come una delle regate più rispettate e dinamiche e attira sponsor e velisti professionisti e amatoriali da tutto il mondo.

La regata, che si svolge a bordo dei monotipi Farr 30, vedrà gli otto equipaggi impegnati su un percorso composto da cinque tappe, per un totale di 763 miglia, oltre a una serie di prove sulle boe boe che verranno disputate durante gli stop di Muscat, Doha e Dubai.

La partenza è in programma il 14 febbraio da Muscat, capitale del Sultanato dell’Oman, con il via della prima tappa di 105 miglia fino a Sohar. Successivamente la flotta farà stop a Khasab e, dopo aver attraversato lo stretto di Hormuz, entrerà nel Golfo Persico dove farà tappa ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), Doha (Qatar) e infine Dubai (Emirati Arabi Uniti) per la conclusione della manifestazione il 1 marzo.

EFG Sailing Arabia – The Tour: lista equipaggi

AL MOUJ MUSCAT (OMA)
Christian Ponthieu, skipper
Gilles Favennec
Gregory Gendron
Erwan Leroux
Sultan Al Balushi
Nawaf al Ghadani
William Harris

ADELASIA DI TORRES (ITA)
Renato Azara, skipper
Caterina Nitto
Duccio Colombi
Enrico Zennaro
Evero Nicolini
Alessandro Santangelo
Maurizio Loberto

TEAM AVERDA (GBR)
Marcel Herrera, team manager
Andrew “Hammy” Baker, skipper
Dave Kenefick
Ed Davison
Ollie Mellor
Robin Elsey
Liam Gardner

BIENNE VOILE (SUI)
Lorenz Mueller, skipper
Thierry Bosshart
Michael Schoedon Robert Hartmann
Lorenz Kausche
Barbara Brugger
Elianne Boni
Philipp Brugger
Stephan Ammann
Bettina Heydrich
Jann Schupach
Karin Nordstoem
Damian Suri

DB SCHENKER (GER)
Annemeike Bes, skipper
Mary Rook
Hannah Diamond
Libby Greenhalgh
Hajer Al Balushi
Ibtisam Al Salmi
Marwa Al Khaifi
Tamathir Al Balushi

EFG BANK MONACO (MON)
Thierry Douillard, skipper
Mathieu Richard
Fabien Delahaye
Guillaume Le Brec
Raad Al Hadi
Haitham Al Wahaibi
Gabriele Olivio
TEAM RENAISSANCE (OMA)
Fahad Al Hasni, skipper
Abdulrahman Al Mashari
Ali Al Balushi
Guillaume Berenger
Akram Al Wahaibi
Sami Al Shukaili
Yasir Al Rahbi

TEAM ZAIN (QAT)
Cedric Pouligny, skipper
Charbel El Mir
Frederic Miller
Gerald Veniard
Michael Miller
Michel El Khabbaz
Olivier Gimmig
Rukesh Sharda

Alinghi, il team di Ernesto Bertarelli, conquista il titolo di campione 2016 delle Extrême Sailing Serie

 

Sydney, 11 dicembre 2016: con la vittoria odierna nellAct di Sydney, in Australia, ultimo evento del circuito 2016 delle Extreme Sailing Series™, Alinghi, il team di Ernesto Bertarelli, si è assicurato per la terza volta il titolo di campione delle Extrême Sailing Series™ che quest’anno si sono disputate a bordo sui catamarani GC32. Le due precedenti vittorie di Alinghi risalgono al 2008 e al 2014, quando il circuito utilizzava gli Extreme 40.
“Sono molto contento e orgoglioso dei risultati del team – ha dichiarato Ernesto Bertarelli – quella che si conclude oggi è stata un’altra grande stagione per Alinghi.”
 
Quest’anno le regate delle Extreme Sailing Series™ si sono disputate a bordo dei velocissimi catamarani GC32 dotati di foil, le appendici che consentono di volare letteralmente sull’acqua, garantendo spettacolo e adrenalina pura anche per il pubblico.
Alinghi ha vinto gli ultimi quattro eventi consecutivi (St. Petersburg, Madeira, Lisbona e  Sydney) con un crescendo irresistibile, che ha consentito al team svizzero di salire sul gradino più alto del podio finale. Al secondo posto si è classificato Oman Air e al terzo Red Bull Sailing Team.
The Extreme Sailing Series 2016. Alinghi : Arnaud Psarofaghis, Nicolas Charbonnier,Nils Frei, Yves Detrey, TimothÈ Lapauw. Act 8.Sydney,Australia. 8th-11th December 2016. Credit - Jesus Renedo/Lloyd Images

Credit – Jesus Renedo/Lloyd Images

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The Extreme Sailing Series 2016. Alinghi : Arnaud Psarofaghis, Nicolas Charbonnier,Nils Frei, Yves Detrey, TimothÈ Lapauw. Act 8.Sydney,Australia. 8th-11th December 2016. Credit - Jesus Renedo/Lloyd Images

Credit – Jesus Renedo/Lloyd Images

Barcolana, festa popolare nel segno di Alfa Romeo

La 48 esima edizione della regata più affollata del mondo, ben 1758 al via quest’anno, è stata vinta da Alfa Romeo, il 72 piedi dei fratelli Benussi. E’ stata una regata con 20 nodi di bora, bella e appassionante, come al solito divisa tra chi correva per vincere e chi per esserci e quindi brindare.

 

Barcolana 2016Gabriele e Furio Benussi hanno vinto la 48.a edizione della Barcolana a bordo di Alfa Romeo, Maxi di 72 piedi, compiendo il percorso in 59’59’’.
I due velisti triestini “doc” hanno tagliato per primi il traguardo della regata più affollata del mondo, disputatasi oggi a Trieste, con 1758 barche al via e vento di Bora tra i 15 e i 25 nodi.
Per la nona volta secondo al traguardo lo sloveno Mitja Kosmina, con Maxi Jena Tempus Fugit, partito in testa ma poi messo all’angolo dai fratelli Benussi nella lunga bolina del terzo lato.
Terzo posto per Pendragon di Lorenzo Bodini, quarta posizione per Mrs. Seven, il bellissimo Southern Wind 100 dell’imprenditore Claudio de Eccher con Alberto Bolzan al timone e il sindaco di Trieste a bordo. In regata anche e soprattutto Sir Ben Ainslie, ospite di Land Rover e del presidente di illycaffè Andrea Illy, che ha regatato a bordo di Ancilla Domini Prosecco DOC nel più pieno spirito della Barcolana, alternandosi al timone con Mauro Pelaschier e chiudendo in 14.a posizione.
A bordo con lui anche il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola.

Barcolana 2016La regata, partita alle 11.30 (un’ora dopo il previsto, per aspettare che la Bora calasse e rendesse l’evento una festa bella per tutti) è durata poi tutto il giorno, con gli scafi arrivati fino al tardo pomeriggio, le Rive gremite di pubblico e una Trieste bellissima, dolcemente spazzata dalla sua Bora.

SIR BEN AINSLIE – La Barcolana di Sir Ben è iniziata alle quattro del mattino in Inghilterra, con la partenza a bordo di un aereo privato che lo ha condotto a Trieste: poi la corsa in gommone e la partenza a bordo di Ancilla Domini, i primi minuti passati in falchetta ad ammirare la partenza, e poi dritto al timone, al fianco di Mauro Pelaschier.
Ancilla, i suoi numerosi ospiti a bordo e Ben chiudono in 14.a posizione, ed è tanto l’entusiasmo del velista inglese, alla guida del consorzio di Coppa America Land Rover BAR, pronto a riportare la Coppa a casa, in Inghilterra: “La Barcolana è una regata fantastica – ha commentato Sir Ben Ainslie – non mi era mai capitato prima di vedere 1700 barche sulla stessa linea di partenza. Una delle regate migliori alle quali abbia mai partecipato: uno spettacolo fantastico”.

I VINCITORI DEDICANO LA VITTORIA AI GENITORI – Mai entrare nelle questioni di famiglia, ma Gabriele e Furio Benussi non regatavano più assieme da dodici lunghi anni. “Ruggini” che si sono sciolte oggi, in una liberatoria quanto simbolica vittoria della Barcolana. “La nostra vittoria vale doppio – hanno dichiarato Furio e Gabriele, rispettivamente timoniere e tattico di Alfa Romeo – è una vittoria di famiglia, ed è soprattutto una vittoria di triestini alla Barcolana.
Non abbiamo un armatore alle spalle: per questa regata abbiamo costruito un progetto, abbiamo avuto la fiducia di tanti sponsor, e per questo vincere così è doppiamente bello”.
Poi c’è il terzo motivo di gioia: aver battuto in un serrato duello Maxi Jena. “Sapevamo di avere più difficoltà contro Kosmina durante il primo lato – ha spiegato Gabriele Benussi – ma sapevamo anche che la nostra barca era più veloce di bolina, così nel lato verso Miramare li abbiamo tenuti sottovento e schiacciati, tanto da non farli rientrare più in gara”.

Barcolana 2016LA GIOIA– Il Presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz, è raggiante: “È stata una straordinaria Barcolana: la grande festa di Trieste è possibile grazie alla passione di 25mila velisti in mare, di una società velica che lavora un anno e di una città e un’amministrazione regionale che credono fortemente nell’evento. Grazie al nostro main sponsor Generali, grazie a tutti coloro che ci supportano e un ringraziamento particolare alla RAI, che quest’anno ha parlato di Barcolana a 360 gradi, tra sport, cultura del mare e intrattenimento.
Questa sarà ricordata come una delle più belle edizioni di sempre: la Bora è tornata decisa a dare valore al nostro bellissimo evento e la regata ha chiuso dieci giorni di grandi emozioni, spettacoli e tanto pubblico a terra e in mare. Si concretizza da oggi il nostro sogno, l’obiettivo di costruire un grande Festival del Mare a Trieste
”.

RAI, GRANDI NUMERI – La Rai ha supportato la Barcolana sull’intera filiera dei canali a disposizione. Le dirette di Lineablu (Rai1) e Raisport1 sono state supportate da quelle di Rainews24, Tgr e Tg2 che ha realizzato servizi informativi e anche con Costume&Società. Di grande impatto l’apporto di Radio2, l’emittente ufficiale di Barcolana che, con la voce di Paolo Labati, ha regalato l’aria triestina agli ascoltatori attraverso gli interventi in Cartepillar, Ovunque sei, KGG, l’Italia nel pallone ed Ettore.
Anche Radio1Sport ha raccontato il pre e post Barcolana nei programmi di informazione sportiva così come Isoradio che ha proposto al pubblico interventi in diretta ed interviste.

 

E’ una lenza. No, una Sagola

Lo Yacht Club Favignana nelle acque di Fiumicino, a caccia della Coppa Italia

Sagola dello Yacht club Favignana (Ansa)

Sagola dello Yacht club Favignana (Ansa)

Lo Yacht club Favignana riparte da Matteo Miceli, Beppe Fornich e un’atleta di belle speranze, la 18enne Giuliana Liuzza.

Il club presieduto da Chiara Zarlocco si candida per la 32/a Coppa Italia di vela, in programma a Fiumicino dopodomani e domenica. Alla rassegna, organizzata dal Circolo velico Fiumicino, partecipano diversi circoli siciliani, anche in vista dell’assegnazione della speciale classifica del Trofeo Armatore dell’anno.

Sagola biotrading, la barca dello Ycf, con Beppe Fornich al timone, sarà in acqua con altre 30 imbarcazioni sfidanti.
Sagola è un’imbarcazione abituata a vincere: lo ha fatto nel winter ‘Only ten’ regatta, al 39/o Campionato invernale Città di Palermo, nella Tadmor cup, nella 62/a Regata dei 3 Golfi, nel Campionato nazionale del Tirreno, del Basso Tirreno e dello Jonio, nel Campionato italiano vela d’altura.
“Siamo entusiasti di rientrare tra le più importanti imbarcazioni di questo campionato nelle acque della Capitale – spiega Chiara Zarlocco, presidente dello Yacht club Favignana -. Il nostro circolo,
anche quest’anno, si conferma una realtà competitiva della vela nazionale e internazionale, con le proprie imbarcazioni e con una Sagola imbattibile che, negli appuntamenti sportivi più importanti del 2016, ha portato sulla classifica più alta il nostro blasone”.
“Il segreto del successo di Sagola? Il clima che si respira è gradevole – aggiunge Fornich – il rispetto reciproco ci permette di regatare sempre con una calma a bordo da fare invidia ai più importanti equipaggi di professionisti.
A monte c’è anche una grande programmazione e attenzione ai dettagli, non si lascia niente al caso, tutto funziona come un orologio e non si lesina in attrezzature e comfort per l’equipaggio”.

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Ambrogio, Alla Grande

Ambrogio Beccaria conquista la Les Sables – Azzorre- Les Sables, traversata oceanica per i piccoli “grandi” Mini 6,50, le più piccole tra le barche oceaniche, che si corre in due tappe tra le coste francesi e le Azzorre, andata e ritorno.

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Alle 3.30 di questa notte Ambrogio Beccaria con Alla Grande Ambeco ha tagliato per primo il traguardo. Il suo tempo per completare la seconda tappa Horta – Les Sables è stato di 8 giorni, 11h 22’ e 50”.
Poco più di mezz’ora dopo, alle 4.07, è arrivato Tanguy Bouroullec (Kerhis Cerfrance) seguito da Germain Kerleveo (Technique Voile) alle 4.50.
Quarto Jonas Gerckens (Volvo) alle 5.47.
Alla sua prima esperienza in una competizione oceanica, Ambrogio Beccaria, giovane milanese 25enne, con il suo Pogo2 Alla Grande Ambeco ha portato a termine una regata entusiasmante che ha stupito appassionati ed esperti. Beccaria non è più una promessa ma una nuova realtà della vela italiana.

I due soli prototipi in gara hanno confermato la loro superiorità tecnica sui 19 mini di serie con Ian Lipinsky (Griffon Fr) giunto prima della mezzanotte alle 23.45 seguito da Alberto Bona (Promostudi La Spezia) all’1.16.

Per la classifica finale bisognerà attendere l’arrivo delle altre imbarcazioni e le decisioni della giuria in quanto su Ambrogio pesa una penalizzazione di 2h e 5’ per essere passato di solo mezzo miglio all’interno della zona DST di Capo Finisterre (interdetta alla navigazione per i regatanti) durante la prima tappa Les Sables – Horta.

La seconda tappa Horta – Les Sables d’Olonne è stata caratterizzata per buona parte da venti deboli che hanno costretto i concorrenti a scegliere il miglior compromesso fra la rotta diretta verso il traguardo e la continua ricerca di arie più sostenute.

Ambrogio Beccaria ha dimostrato che il vecchio Pogo2 fa ancora buon brodo quando viene condotto con perizia e sensibilità tanto che è rimasto al comando dei mini 6.50 di serie dal 14 al 17 agosto. Ma non è tutto, dopo aver inaspettatamente superato il prototipo di Alberto Bona, Beccaria ha cercato di insidiare addirittura Ian Lipinsky con quella che fu la sua stessa imbarcazione! Ricordiamo a questo proposito che il Pogo2 di Beccaria è la stessa barca con la quale Ian Lipinsky naufragò in Atlantico poco dopo la partenza della Mini Transat 2013 e che fu recuperata in Portogallo e riallestita da Ambrogio in 5 mesi di duro lavoro a La Spezia.

Nella serata di ieri il vento è rinforzato ricompattando il gruppo dei primi e Germain Kerleveo, in posizione più favorevole perché sopravvento rispetto a Beccaria è tornato in testa. Durante la notte Ambrogio è riuscito però a riportarsi al comando e a raggiungere per primo Les Sables d’Olonne.

Il Grande Ambrogio

Ambrogio Beccaria, il giovane navigatore solitario milanese, sta preparando in questi giorni il suo mini 6.50 “Alla Grande – Ambeco” per la 6ª edizione della Les Sables – Azzorre – Les Sables 2016, regata in solitario di 2.540 miglia per i monotipo di questa classe. La partenza è in programma per domenica 24 luglio.

 

“Alla Grande - Ambeco” - Foto MaccioneAmbrogio Beccaria sta preparando in questi giorni il suo mini 6.50 “Alla Grande Ambeco” per la 6ª edizione della Les Sables – Azzorre – Les Sables 2016, regata in solitario di 2.540 miglia per i monotipo di questa classe. In barca, come sempre, il lavoro non manca e Ambrogio ci ha mandato un piccolo diario delle sue giornate.

“Sono a Lorient da due settimane per preparare Alla Grande Ambeco per Les Sable – Les Acores – Les Sables. La regata partirà il 24 luglio e ci sono un sacco di cose da fare per arrivare pronti!  Fino ad adesso mi sono concentrato su carena, chiglia e timoni. Ho rifatto tutta l’antivegetativa e mi sono improvvisato pittore colorando le appendici di arancione fluorescente, regola obbligatoria per le regate oceaniche di classe A (SAS e MiniTransat) per garantire maggiore sicurezza in caso di ribaltamento. Da adesso inizieranno i lavori di fino: allineare l’albero, sistemare il rigging, controllare la coperta, fare il check delle dotazioni obbligatorie e tante altre cose ancora… martedì scorso ho portato la barca a Les Sables per entrare al massimo nel clima pre-regata! I prossimi giorni saranno molto pieni: oltre a molti briefing (sicurezza, meteo, medici) ci sarà anche un prologo martedì 19 luglio: una piccola regata per “riscaldare” le vele.  Per il momento sono tranquillo e molto concentrato sui lavori, ancora non ho realizzato che sto per affrontare 2600 miglia da solo! Già essere qui a Lorient con la barca è un sogno che si avvera: posso confrontarmi con i ministi più esperti della classe, sono circondato da imbarcazioni incredibili come gli Imoca che partiranno per il Vendee, qualche giorno fa è stato varato Groupama, il catamarano di coppa America… insomma, un posto veramente incredibile!”

“Alla Grande - Ambeco” - Foto Maccione

Ambrogio e Ambeco, l’amore per il pianeta passa anche per il mare

Ambeco è una realtà giovane e dinamica, proveniente da una solida tradizione familiare, che opera nel settore della gestione dei rifiuti e della logistica ambientale con una particolare attenzione alle tematiche ecologiche, il riciclaggio dei rifiuti e la salvaguardia delle risorse naturali. E’ da questa sensibilità ambientalista che nasce la decisione di sostenere un’altra giovane, dinamica realtà del mondo della vela: Ambrogio Beccaria e il suo Mini 650, ribattezzato Alla Grande Ambeco.

Ambrogio Beccaria – Storia e Palmarès

“Alla Grande - Ambeco”Ambrogio Beccaria nasce a Milano nel 1991. Laureando in Ingegneria Nautica, è una giovane promessa della vela d’altura italiana. Da ragazzo frequenta i corsi di vela del Velamare Club, in Sardegna, imparando a navigare tra gli scogli e gli isolotti dell’Arcipelago della Maddalena e la zona ventosa delle Bocche di Bonifacio. A 18 anni inizia a regatare su una deriva classe Laser 4000, con la quale nel 2014 si aggiudica un Campionato Italiano e il terzo posto al Campionato Europeo sul Lago di Garda. A bordo del 16 metri Shambala, una barca progettata dallo yacht designer Umberto Felci, partecipa a numerose regate in Tirreno e a importanti competizioni come la Giraglia, la Middle Sea Race, la 151 Miglia, la Tre Golfi di Napoli e le regate del Campionato ORC in Liguria. È stato comandante di un catamarano lungo 18 metri. Nel 2013 Ambrogio Beccaria sale per la prima volta su un classe Mini, Exing 99, dove conosce Stefano Paltrinieri, esperto di questo genere di barche lunghe appena 6,50 metri e con alle spalle oltre 20.000 miglia di mare percorse sui Mini. Nel maggio 2014 acquista in Portogallo il Mini Kalonig, un modello Pogo 2 del franco-polacco Ian Lipinski che aveva scuffiato in Atlantico nel 2013 in occasione di una regata di classe. Trasferisce la barca via terra per 2500 Km fino a La Spezia, dove in 5 mesi di duro lavoro completa praticamente da solo la ristrutturazione della barca fortemente danneggiata, riallestisce la coperta e il piano velico.. Durante gli interventi di manutenzione chiunque passasse gli chiedeva come stesse procedendo. “Alla grande!”, rispondeva sempre. Da qui la scelta di chiamare la barca Alla Grande Ambeco, dove Ambeco è il nome dell’azienda milanese specializzata nel trasporto di rifiuti speciali che ha deciso di legare il proprio nome alle imprese di Ambrogio Beccaria, sposando il binomio vela-ecologia. Nel marzo 2015 Ambrogio Beccaria partecipa e vince con Alla Grande Ambeco alla regata di 160 miglia Fezzano – Talamone, dal golfo di La Spezia fino in Toscana. Nello stesso anno e nel 2016 lo scafo si dimostra plurivittorioso al punto da fargli vincere per due volte consecutive il Campionato italiano Mini Transat.

“Alla Grande - Ambeco”2016 1º Arcipelago 650, 1º alla 222 mini solo, 3º GPI Italia

2015 1º Fezzano – Talamone, 1º CAP Cagliari, 2º Arcipelago 650, 4º G.P. d’Italia

2014 1º Campionato Italiano Laser 4000, 3º Campionato Europeo Laser 4000

“Alla Grande - Ambeco”