Tunisia, dal deserto al mare (il video)

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Tutti dobbiamo della gratitudine al piccolo paese nordafricano, vittima del fondamentalismo islamico, argine di valori condivisi e acquisiti, riassumibili in un solo, unico e chiaro concetto qual è quello della Pace.
La Tunisia ha pagato un pesante tributo al fanatismo che l’ha colpita ferocemente nei suoi simboli più evidenti della comune cultura mediterranea, prima con l’assalto al Museo del Bardo, a Tunisi, magnifico scrigno dell’eredità romana, quindi con la mattanza compiuta sulla spiaggia di Sousse, nel sud del paese, dove 39 persone in costume da bagno sono state falciate dai colpi di un kalashnikov, sparati da un giovane invasato.
Il fanatismo non solo ha ucciso persone inermi, ma ha anche colpito la più preziosa risorsa economica di un paese che non è ha altre oltre il turismo.
Tunisi ha investito moltissimo nel turismo, da molti anni a questa parte: prima con la raggiunta indipendenza e sotto la presidenza Bourghiba, quindi con il suo successore Ben Alì, oggi con i suoi nuovi governanti.
Una macchina ben rodata e funzionante, alimentata dai prezzi convenienti del tutto compreso, ma anche da un mare straordinario e da un territorio interno di grande bellezza, accompagnati da una tradizione di accoglienza e benevolenza verso lo straniero, l’italiano in particolare, che stride in maniera totale con la violenza dei fatti recentemente vissuti.
Per questo, nel suo piccolo, Thalassa vuole rendere omaggio a un paese che ha disperatamente bisogno di ripartire da lì, da dove è stato forzatamente interrotto: dal mare che lo costeggia e che lo unisce alla sua sponda opposta: a quell’Europa indifferente che resta suo malgrado il modello di riferimento di un paese amico.

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