Le Kiribati bandiscono la pesca dal parco marino più grande al mondo

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kiribati1 “Se si pensa che l’oceano sia come un conto in banca, in cui si possono prelevare soldi senza mai depositarne, allora renderemo le nostre aree marine dei depositi di risparmio, che produrranno interessi”. Con queste parole Anote Tong, presidente dello stato del Kiribati – un gruppo di isole a metà strada tra le Hawaii e le Fiji – ha annunciato alla due giorni di convegno “Our Ocean”, che la pesca commerciale sarà bandita dall’area protetta delle Phoenix Islands a partire dal 1 gennaio 2015.

Ad aprire il meeting, presso il Dipartimento di Stato americano a Washington, è stato il segretario di Stato americano John Kerry, con un invito a tutte le nazioni ad andare oltre le parole e i numeri, per tentare di definire misure comuni in difesa degli oceani, attualmente minacciati dall’acidificazione e dall’inquinamento delle acque, dalla pesca commerciale senza controllo e dai cambiamenti climatici.
“Se vogliamo assumerci insieme la responsabilità di proteggere l’ambiente marino – dice Kerry – l’approccio “ad-hoc” che abbiamo avuto finora,  per cui ogni nazione persegue la propria politica indipendente, non è più sufficiente: non è così che funziona l’Oceano”.
“Solo il 2 per cento degli oceani sono attualmente tutelati”, continua il segretario, esortando i capi di stato, i delegati, i leader di associazioni no profit e gli scienziati in rappresentanza di 80 paesi, a “sviluppare un piano per proteggere un numero sempre maggiore di aree marine”. “L’oceano è essenziale per preservare l’ambiente in cui tutti viviamo”, dice, spiegando che il mare, oltre ad essere “casa” per milioni di specie, concorre al riciclo di acqua, aria, carbonio e sostanze nutritive indispensabili anche per chi abita sulla terraferma.

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Un passo significativo in questa direzione lo annuncia, come detto, il presidente Tong: dal 1 gennaio 2015 nell’area marina protetta che va dalle Phoenix Islands fino alle Sporadi equatoriali (un’area grande quanto la California), sarà interdetta la pesca commerciale, “per consentire alla zona di ripopolarsi” e favorire il ritorno dei pesci di grossa taglia.

Le Phoenix islands, un gruppo di atolli corallini incontaminati, brulicanti di un’enorme quantità di pesci e uccelli, sono state dichiarate area marina protetta nel 2006. Nel 2008 il parco è stato esteso, diventando la riserva marina più vasta al mondo.
Tuttavia, sin dalla dichiarazione dell’area protetta, Kiribati è stata spesso criticata per non essere riuscita a prevenire la pesca commerciale all’interno del parco.

Con questa decisione il presidente Tong risponde alle critiche, e definisce il progetto un  “investimento per il futuro e il nostro contributo all’umanità nel preservare la vita marina”. Per perseguire questo obiettivo, si avvarrà dell’ausilio della tecnologia più avanzata e l’impiego di aerei da ricognizione e satelliti. L’ecoturismo sosterrà la spesa.

 

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