Budelli, la quiete dopo la tempesta

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L’isola acquistata da un neozelandese amante della natura.
L’isola di Budelli potrebbe diventare un museo ambientale, con percorsi di visita ideati per far conoscere anche la spiaggia rosa, nel rispetto delle regole di conservazione previste dall’Ente Parco di La Maddalena.

E’ quanto emerso dal primo incontro tra il nuovo proprietario dell’isola dell’arcipelago di La Maddalena, Michael Harte, banchiere neozelandese che l’ha recentemente acquisita all’asta per quasi 3 milioni di euro, ed i vertici dell’ente Parco, avvenuto a tre settimane dall’acquisto. “Una piacevole sorpresa”, l’ha definita il presidente del Parco di La Maddalena, Giuseppe Bonanno.
“Abbiamo incontrato un interlocutore sensibile alle problematiche ambientali – ha spiegato – una persona perfettamente consapevole dei vincoli chegravano sull’isola e non interessato ad interventi speculativi”.
L’isola di Budelli era stata venduta all’asta giudiziaria dal Tribunale di Tempio Pausania il primo ottobre scorso, per i debiti accumulati dalla proprietà, una società immobiliare lombarda.
Il neozelandese, che si è subito detto ambientalista convinto, è coinvolto in diversi progetti di conservazione marina e terrestre in vari siti, sparsi nel mondo.
“Dall’incontro di oggi abbiamo avuto modo di constatare che il nuovo proprietario di Budelli sia interessato alla conservazione dei luoghi, allo studio e alla conservazione della posidonia e delle problematiche ecologiche dell’Isola – ha detto ancora Bonanno – come il fungo patogeno che sta attaccando e ammazzando i ginepri.
Ci ha illustrato la sua ipotesi di valorizzazione del sito, con la creazione di percorsi di approfondimento e osservazione delle bio-diversità”.
L’Ente Parco ha invece presentato al banchiere neozelandese un progetto del 2006 che prevede percorsi di visita per “la conoscenza e la tutela dell’isola, con la Spiaggia rosa vista come un monumento alla natura”.
Ma il presidente del Parco dell’Arcipelago ha anche precisato a mister Harte che non è ancora stata abbandonata l’idea che lo Stato e la Regione Sardegna si avvalgano del diritto di prelazione del sito (“è in corso una raccolta di firme”) in procinto di essere incluso nel patrimonio dell’Unesco, per le sue particolari bellezze ambientali e paesaggistiche.
Diritto di prelazione che è stato congelato e di fatto annullato dalla Legge finanziaria.

Commenti

  1. magari l’isola potrebbe rimanere ITALIANA e non sarda… visto che siamo italiani e non sardi, emiliani o campani o veneti!!! E visto come stanno Pompei o altre zone, se chi compra rispetta i vincoli e l’ambiente, meglio il privato della pubblica incuria

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