Antartide. Un australiano ripercorre la traversata di Shackleton

Un intrepido ecoscienziato australiano è salpato oggi con un equipaggio di altri cinque dall’isoletta antartica detta Elephant Island con una piccola scialuppa, per ripercorrere l’epico attraversamento dell’Oceano Meridionale dell’esploratore irlandese Ernest Shackleton nel 1916. Il 46enne di Adelaide Tim Jarvis è a capo dell’equipaggio, a bordo dell’esatta replica della scialuppa da balenieri di 6,9 metri, che ha preso il largo alle 19 Gmt di mercoledì diretta alla Georgia del Sud, a circa 800 miglia nautiche attraverso il tempestoso Oceano Meridionale. Una traversata che Shackleton e i suoi compirono in 17 giorni, in un’eccezionale impresa nautica e di sopravvivenza.

Alla scialuppa è stato dato il nome della nipote del grande esploratore, Alexandra Shackleton, che ha mandato i suoi migliori auguri all’equipaggio, come anche la premier australiana Julia Gillard. Durante la spedizione lo yacht di 23 metri Australis farà da imbarcazione di sostegno, assicurando comunicazioni, sicurezza e base per le riprese cinematografiche dell’impresa. Prima della partenza Tim Jarvis ha detto che la spedizione è stata ricreata nella maniera più autentica possibile, con simile equipaggiamento e strumenti di navigazione. “Noi speriamo che questa spedizione non solo renda giustizia alla memoria di Sir Ernest, ma ci ricordi anche quanto incredibilmente bella, eppure fragile, è questa parte del mondo”, ha aggiunto.

Shackleton e altri 27 uomini, partirono da Londra il 1 agosto 1914 a bordo della nave “Endurance” con l’obiettivo di attraversare il continente antartico. Il 19 agosto dello stesso anno la nave rimase intrappolata nei ghiacci del mare di Weddel. Dopo mesi di attesa che il ghiaccio si riaprisse, avvenne l’esatto contrario e la Endurance fu stritolata dalla morsa del pack costringendo l’equipaggio ad abbandonarla il 27 ottobre 1914. La spedizione si accampò quindi sulla banchisa, e vi rimase sino all’8 aprile 1916 (quasi 2 anni!) in attesa che si aprissero i ghiacci. Quel giorno gli uomini poterono mettere in acqua le 2 scialuppe di salvataggio della Endurance che avevano tenuto con loro. A bordo delle scialuppe – zavorrate con delle pietre, per renderle più stabili  – riuscirono a raggiungere Elephant Island il 15 aprile 1916 e da li raggiunsero la Georgia del Sud. Si salvarono tutti.

L’appassionante storia di questa spedizione è raccontata nel libro “Endurance. L’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud” di Lansing Alfred.

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