Brazil, Made in Italy!

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Sono molte le aziende italiane che hanno aperto i loro stabilimenti in Brasile, tra queste naturalmente anche alcune industrie nautiche d’eccellenza. Il perché è molto semplice. Il Brasile è forse già oggi una delle prime sette economie al mondo e comunque promette di fare assai bene negli anni a venire.

E’ insomma uno di quei Paesi che si chiamerebbero “emergenti”, ma che di fatto sono già belli che emersi, capaci di crescere economicamente come alla vecchia Europa non succede più da tempo e dunque capaci di attirare capitali. E naturalmente di spenderli anche.
E qui i ricconi brasiliani scontano una tassazione iperbolica sui beni di lusso, come sono in buona sostanza quelli italiani di importazione, di cui i brasiliani sono buoni intenditori, che ha consigliato alle aziende italiane di trasferire una buona parte della produzione proprio in Brasile, mettendo a segno un deciso taglio alle tasse, ma anche facendo della terra carioca la base di lancio per la conquista dei mercati del centro e del Sudamerica.
Tutti sanno che la Telecom fa ottimi affari in Brasile, tutti sanno che la Fiat regge buona parte delle sue fortune proprio sul mercato automobilistico brasiliano, del quale è leader indiscussa, davanti a colossi come la Wolksvagen, ma non tutti sanno che oltre a questi giganti ci sono una miriade di piccole e medie aziende italiane che per questo hanno messo radici in Brasile.
E tra queste non potevano mancare quelle nautiche, che del lusso sono tra i migliori rappresentanti, e tra queste la Sessa Marine, che ha aperto i battenti in una delle località più rinomate del Paese, turisticamente molto sviluppata, ideale per la navigazione, ed è lo Stato di Santa Caterina.
In cantiere tutti modelli sotto i 15 metri di lunghezza, la cui produzione per quest’anno è prevista in 30 esemplari, per arrivare a 100 entro i prossimi 4 anni.

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