Coppa America, ecco la sfida della Francia!

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La sfida è stata lanciata da due fratelli terribili Bruno e Loick Peyron, fra i più grandi specialisti al mondo di regate in multiscafo, che è il “terreno” sul quale oramai si è scelto di disputare la più importante e famosa regata al mondo. I francesi sono i campioni indiscussi della specialità, sono loro ad aver introdotto in mare i mostri da velocità con i quali hanno navigato in lungo e in largo ogni genere di oceano, stabilendo continui primati sulle rotte più disparate, i giri del mondo in primo luogo.

E proprio ai francesi avevano fatto ricorso quelli di Alinghi per impratichirsi con i multiscafi, quando il lucifero Coutts, il neozelandese al soldo dell’americana Oracle del patron Larry Allison, decise di lanciargli la sfida proprio con un trimarano e non con un convenzionale monoscafo, a cui tutti erano abituati.

La sfida francese si chiama “Energy team” e secondo i suoi ideatori, che ne hanno dato l’annuncio oggi, è stata lanciata già il 27 gennaio scorso, dallo Yacht Club di Francia, ovvero dal più prestigioso Circolo nazionale, com’è nella migliore delle tradizioni. I Peyron hanno già scelto il cantiere dove costruire il 72 piedi destinato a far bella mostra di sé sotto il ponte di San Francisco, ed è il Multiplast di Vannes, nell’ovest della Francia; ma non hanno ancora definito il progetto del mostriciattolo da 24 metri che secondo loro costerà tra i 60 e i 75 milioni di euro.

Una cifra forse non del tutto veritiera se teniamo conto che nelle ultime regate di monoscafo, quelle di Luna Rossa, per intenderci, il bilancio a disposizione dei team migliori era intorno ai 120 milioni di euro. Qui parliamo non solo di un’imbarcazione multiscafo, ma soprattutto di un’armatura velica senza precedenti, com’è quella imposta dal diabolico Coutts, che sull’ala rigida sfoggiata dal suo Oracle ne sa oramai una più del diavolo.

Comunque, tutto è possibile, stiamo a vedere.

Bruno Peyron sarà il patron della sfida, con compiti essenzialmente gestionali, mentre il fratello Loick, che attualmente si trova impegnato in regata, nella Barcelona World Race, in doppio e senza scalo intorno al mondo, sarà lo skipper a tutti gli effetti del futuro 72 piedi d’oltralpe.
Per completezza d’informazione bisogna aggiungere che il nocciolo duro dell’equipaggio sarà composto da Yann Guichard (campione del mondo classe Tornado, catamarano), da Thierry Fouchier, regolatore della magica ala di Oracle… e da Yves Loday, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 nella classe Tornado (catamarani, oh yes). Insomma un gruppo di fuoriclasse.
E’ una magnifica notizia questa dei francesi e soprattutto dei fratelli Peyron, perché segna l’ingresso nel dorato e fragile universo della Coppa America di un’altra cultura del mare, di un’altra scuola, un’altra concezione della vela: quella dei navigatori oceanici. Gente con sulle spalle avventure e disavventure nei mari più infidi e spettacolari del globo, cavalcate mozzafiato su onde gigantesche, alle latitudini più impensate, come lambire l’Antartico.
Altro che un paio di “bastoni” nel laghetto di Coppa America, con creme e occhialetti sul naso.
E in Italia? Tutto tace, nessun segnale di vita.
Solo le lamentazioni di chi vorrebbe sì farla la Coppa, ma senza rischiare una lira di tasca propria.
Così potrebbero esser buoni in tanti.

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