Coppa America, diritti televisivi a saldo

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RAI Sport, SKY Sport, Italia 1, La7, Yacht & Sail, magari Dahlia o persino Odeon, chissà. La prossima Coppa America delle meraviglie, quella tra i due dinosauri del futuro, catamarano contro trimarano dopo trentasei mesi di liti senza esclusione di colpi tra Larry e Ernesto, regala i diritti televisivi. Proprio così, quei diritti per i quali nelle scorse edizioni, da San Diego ad Auckland a Valencia, i grandi network hanno fatto la fila e i gestori dell’evento la loro fortuna, stavolta saranno free of charge. Qualunque canale tv potrà andare a Valencia, accreditarsi e riprendere le tre regate che valgono la storia per una delle più contese edizioni dell’antico trofeo della vela e dello sport, al solo costo di produzione.

Vedremo Alinghi 5 contro USA 17 a tutte le ore e su tutti i canali? Oppure rischiamo di non vederli da nessuna parte, se non su qualche servizio serale di TG? Nel primo caso, quanti telecronisti velici serviranno, quanti saranno all’altezza, quanti gli ospiti e i tecnici, come verrà confezionato il prodotto? E nel secondo caso, a quale santo dovranno votarsi gli appassionati?
Pochi giorni ancora e le domande avranno risposte, proprio tutte.
Anche quella – non proprio secondaria – se è più veloce il trimarano wingsail o il catamarano con le vele tradizionali. E prima ancora se la 33ma Coppa si disputerà come ordinato dal Giudice nei giorni previsti: 8, 10 e 12 febbraio 2010. Per sradicare questo che è un ordine del Tribunale servirebbe: un altro e diverso ordine del Tribunale (che potrebbe ad esempio arrivare insieme a una decisione favorevole a BMW Oracle che imponga ad Alinghi di ricostruirsi in Svizzera le vele), oppure il famoso mutuo consenso tra le parti. Che proprio oggi fonti valenciane descrivono come un segnale lontanissimo, quasi impercettibile.

Tanto per chiarire, trapela qualche indiscrezione sul “Singapore Agreement” (quello fantasma): un mese di rinvio e limiti di vento che passano dagli attuali 5-15 nodi, misurati a 60 metri di altitudine, a 7-19 nodi, misurati a 6 metri. Gli americani vogliono tempo e vento.Oggi a Valencia è stato il giorno dell’orgoglio USA: questo è da adesso il nome ufficiale del megatrimarano chiamato finora BOR90, un bandierone a stellestrisce lo ha salutato, e Sir Russell Coutts CEO del team ha incontrato il sindaco di Valencia Rita Barbera e il presidente della Generalitat Valenciana Francisco Camps, i padroni di casa insomma, nel giorno della prima uscita del mostro sul campo di regata. A smentire le solite voci (troppe come al solito, volevano le wingsail danneggiate nel trasporto atlantico) USA oltre a una miriade di altre modifiche da prua a poppa (nuove traverse, nuove derive, un look sempre più da Cat…) ha “issato” (si fa per dire) l’immenso albero alare che comprende la vela rigida. Ha fatto impressione. La guerra dei nervi continua. E l’8 febbraio si avvicina.

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