Bermudes 1000 Race, Pedote sul podio

Brillante prestazione del velista toscano che col suo Prysmian Groupe, il nuovo Imoca 60, si classifica al terzo posto in questa regata in solitario, triangolo atlantico tra la Gran Bretagna, le isole Azzorre e la costa francese. Primo al traguardo il francese Sébastian Simon, a bordo di Arkéa Paprec, seguito dal connazionale  Yannik Bestaven con Maitre Coq e un ritardo di 3 ore e 15 minuti.

Un eccellente banco di prova per la prossima Vendée Globe, il giro del mondo in solitario e senza tappe, al quale cercano di qualificarsi oltre 30 velisti, la gran parte – nemmeno a dirlo- francesi.
Duemila miglia lasciandosi alle spalle il celebre scoglio irlandese del Fastnet, raramente un ambiente amico, e lanciarsi sulle Azzorre, da doppiare prima di fare rientro in costa, ma stavolta su quella francese, nella bella e affascinante Brest, capitale bretone della vela che conta.

L’ha vinta un giovanissimo di talento, Sébastien Simon, 28 anni, ultima tra le molte  vedettes di quella “cantera” di fortissimi velisti oceanici che la Francia produce in continuazione, senza sforzo apparente.
Per percorrere le 2 mila miglia (sulla carta…) del percorso Simon ha impiegato 7 giorni, 17 ore,34 minuti e zero secondi, lasciandosi alle spalle il più maturo Yannik Bestaven, 44 anni, giunto con 3 ore, 13 minuti e 20 secondi di ritardo.  
Terzo il fiorentino francesizzato, Giancarlo pedote, che dopo un passato con i Mini Transat è ora ( e finalmente per lui) approdato su di un IMOCA 60, ovvero le barche d’eccellenza, deputate a disputare la più affascinante e dura delle regate a vela, la Vendée Globe, ovvero l’Everest della vela: il giro del mondo in solitario e senza scalo che partirà il prossimo anno dalla Vandea francese.
Giancarlo, che da alcuni anni vive in Francia, proprio per realizzare il suo sogno “mondiale”, è giunto al traguardo con il suo Prysmian con un ritardo di 3 ore, 15 minuti e 45 secondi dal vincitore, ma a soli 2 minuti dal secondo classificato.
E’ un bell’esordio con l’Imoca 60, che Pedote ha curato meticolosamente e caparbiamente nella sua messa a punto e nella rigenerazione in cantiere, dopo l’acquisto usato.
Non è infatti un progetto di ultima generazione, ma sembra potersela vedere con i migliori, anche se a confronto con il menù del giro del mondo questa Bermuda 1000 Race non è neppure un antipasto.

Pedote dixit

“È stata una gara davvero pazzesca, iniziata con un’immersione per rimuovere una scotta impigliata sotto la chiglia della barca: non è stato un inizio in grande stile, che mi ha rallentato parecchio. Successivamente, mi sono occupato solo della mia e della mia velocità, poi ho pianificato la mia strategia senza pensare agli avversari. Sono riuscito a mantenere la calma, anche nei momenti difficili. Ma la mossa decisiva è stata nelle ultime 50 miglia: ero 4° sottovento rispetto al gruppo composto da Sam Davies e Yannick Bestaven e Maxime Sorel. Rimanere accodato non avrebbe portato a nulla e così ho deciso di provarci. Osservato le correnti, ho pensato che se il vento si fosse spostato a nord, avrebbe potuto uscirne una bella manovra. Mi sono buttato e alla fine ce l’ho fatta”.

“Avrei potuto quasi virare tre minuti prima, per infastidire il mio amico Yannick, ma sono felice della mia prestazione. È stato davvero un finale incredibile. Siamo arrivati tutti e quattro in meno di otto minuti! Sono davvero contento della mia gara, la prima sul circuito IMOCA. Quando debutti in una nuova classe, non sai mai come devi comportarti. È stato veramente interessante gettarmi a capofitto in questa nuova imbarcazione, scoprirla e metterci mano. Ho concluso che ero sfinito, ma sono veramente contentissimo”.

 

 

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